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La spinta M&A «accende» le banche, da Creval a Bper c'è gran fermento

Il consolidamento del settore bancario italiano – iniziato a febbraio scorso con l’opa di Intesa SanPaolo su Ubi– è entrato nella fase due con l'offerta totalitaria lanciata da Credit Agricole Italia sul Credito Valtellinese. Si guarda con insistenza a Bper-Banco Bpm

di Enrico Miele

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(IMAGOECONOMICA)

Il consolidamento del settore bancario italiano – iniziato a febbraio scorso con l’opa di Intesa SanPaolo su Ubi– è entrato nella fase due con l'offerta totalitaria lanciata da Credit Agricole Italia sul Credito Valtellinese. Si guarda con insistenza a Bper-Banco Bpm


2' di lettura

Il consolidamento del settore bancario italiano – iniziato a febbraio scorso con l’opa di Intesa Sanpaolo su Ubi – questa mattina entra nella fase due: l’opa totalitaria di Credit Agricole Italia su Creval, infatti, ha riaperto ufficialmente le danze dell’M&A sul fronte del credito. E il mercato, per ora, sembra apprezzare: tra i titoli in testa a Piazza Affari c’è, ovviamente, il Credito Valtellinese che svetta a doppia cifra. Gli analisti di Banca Akros ricordano come «Crédit Agricole e Creval godano già di una forte partnership, Crédit Agricole Vita, la controllata italiana di assicurazioni sulla vita del gruppo che è partner esclusivo di Creval nell'assicurazione sulla vita e la sua holding, Crédit Agricole Assurances, è uno dei principali azionisti di Creval con una quota del 9,8%». Per questo, l’acquisizione è una sorta di «estensione di Crédit Agricole della partnership strategica, supportato da una forte condivisione commerciale e culturale tra i due gruppi». Il broker ha quindi deciso di aumentare il target price di Creval da 8,4 euro su base stand alone a 10,5 euro, in linea con il prezzo offerto dai francesi, confermando il giudizio “accumulate”. Equita parte proprio da qui per tornare sulla possibile fusione tra Bper e Bpm, "benedetta" da Carlo Cimbri di Unipol e l'a.d. del Banco Giuseppe Castagna la scorsa settimana: «L’acquisizione di Creval da parte di Credit Agricole – scrivono gli analisti – elimina nel breve periodo un potenziale compratore per Banco Bpm visto che nei prossimi mesi sarà necessaria l’integrazione della banca». E venendo meno questa «opzione strategica», a questo punto «aumentano le chances di un deal con Bper che, pur avendo senso dal punto di vista industriale considerata la complementarietà delle reti distributive delle due banche e dei modelli di business, si configurerebbe sostanzialmente come un merger of equals con minor spazio per risultare in un premio up-front rispetto ai prezzi di mercato di Banco Bpm».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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