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La stampa russa: Putin e Trump insieme in Europa a fine maggio

di Antonella Scott


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(EPA)

2' di lettura

Anticipata come il nuovo asse che avrebbe rivoluzionato o almeno normalizzato i rapporti tra Russia e Stati Uniti, la relazione tra Donald Trump e Vladimir Putin si è presto imbattuta nelle secche in cui le relazioni tra i due Paesi sprofondano ormai da tempo, sullo sfondo degli scenari infuocati in Siria, Afghanistan, Corea del Nord. In realtà la storia comune dei due presidenti (al di là di qualche telefonata) non è ancora iniziata, in attesa del primo incontro diretto che, secondo il quotidiano russo Kommersant, potrebbe avvenire a fine maggio, in un Paese europeo. Prima dunque del G20 di Amburgo, in luglio, l’incontro tra le venti grandi economie in cui è prevista la partecipazione di entrambi. Mentre le tappe europee di Trump, previste il mese prossimo, sono il summit dei Paesi Nato a Bruxelles (25 e 26 maggio) e il G7 di Taormina (26 e 27).

Kommersant cita «alcune fonti informate» russe e americane nei rispettivi governi: secondo le quali Trump «farebbe un salto» dopo il G7 «in un Paese terzo» in cui verrebbe raggiunto da Putin. Variante ventilata già in febbraio, e forse confermata durante la visita del segretario di Stato americano Rex Tillerson a Mosca, il 12 aprile scorso. In seguito alla quale Mosca e Washington avrebbero iniziato a lavorare sui dettagli. Interpellato dalla stampa, il portavoce di Putin Dmitrij Peskov ha gettato acqua sul fuoco: «In inglese si chiama wishful thinking, in russo “dare per fatto qualcosa che si desidera”», ha detto Peskov rispondendo con un «no» a un’altra domanda sulla possibilità di un incontro in maggio. Questo malgrado il viceministro russo degli Esteri, Serghej Ryabkov, avesse confermato poco prima l’esistenza di «preparativi».

Secondo una delle fonti russe interpellate da Kommersant, i contatti ad alto livello tra il Cremlino e la Casa Bianca per la definizione del luogo e del momento del summit «non si sono mai interrotti», neppure dopo il raid missilistico lanciato da Trump sulla base siriana di al-Shayrat, malgrado l’irritazione dei russi per i sistemi anti-missile americani in Corea del Sud e nell’Est Europa, malgrado le accuse di Washington a Mosca sulle interferenze nella campagna elettorale.

Secondo Andrej Kortunov, direttore del Consiglio russo affari internazionali, non sarà comunque compito del primo “a tu per tu” personale tra Trump e Putin sciogliere subito i grandi nodi che li dividono: «Lo scopo principale di questo incontro - spiega Kortunov citato da Kommersant - è mandare alle rispettive strutture burocratiche, a Mosca come a Washington, un segnale chiaro sulla necessità di mettere fine a questa guerra di parole e gesti per iniziare finalmente la ricerca di punti di contatto». Senza questo segnale, sostiene Kortunov, non sarà possibile sbloccare la situazione dalle secche in cui si trova.

Quanto al “Paese terzo” che potrebbe ospitare l’incontro, in passato si è parlato della Slovenia, con Lubiana ad aver già dato la propria disponibilità.

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