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Bollette, la stangata dell’energia: +9,9% l'elettricità e +15,3% il gas

Il rincaro scatta dal 1° luglio. Il decreto tagliatariffe emanato nella serata del 30 giugno dal Governo ha contenuto l’aumento che sarebbe stato molto oltre il 20%. Le rilevazioni dei carburanti

di Jacopo Giliberto

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7' di lettura

Stangata sulle bollette dell’estate. I listini internazionale di carbone, petrolio e metano sono saliti con velocità, spinti dalla ripresa dei consumi energetici e resi bollenti dal taglio degli investimenti nella produzione di energie fossili, e anche per l'Italia il forte aumento delle quotazioni delle materie prime e la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 avrebbero portato a un aumento record di circa il 20% della bolletta dell'elettricità, se il Governo non fosse intervenuto mercoledì sera con il decreto tagliabollette per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del prossimo trimestre.

Dal 1° luglio le bollette rincarano moltissimo ma meno del previsto. Il decreto salvabollette di mercoledì 30 ha permesso di contenere l’aumento di luce e gas al 9,9% per la tariffa dell'elettricità e del 15,3% per quella del metano nel terzo trimestre del 2021 per la famiglia tipo con contratti di tutela, cioè per una famiglia con consumi medi di energia elettrica di 2.700 chilowattora l'anno e un contatore con il contratto classico domestico da 3 chilowatt; per il gas i consumi sono di 1.400 metri cubi annui.

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Ogni tre mesi l’autorità dell’energia Arera (l’organismo statale indipendente che regola i settori energetici e ambientali, l’acqua potabile e i servizi di nettezza urbana) aggiorna le bollette di luce e gas secondo l’andamento dei mercati energetici.

Dal 1° luglio metano e corrente elettrica crescono come mai prima d’ora (mercoledì sera erano ancora in corso i conteggi per definire il dettaglio dell’aumento da far partire a mezzanotte). La nuova tariffa rimarrà valida fino alla fine di settembre e il 1° ottobre ci sarà l’aggiornamento successivo che, con ogni probabilità, confermerà l’andamento di rincaro fortissimo.

Il decreto salvabollette

La stangata è stata mitigata dallo stanziamento tagliabollette. Il Governo, con il decreto lavoro e imprese approvato in Consiglio dei Ministri, ha previsto di destinare 1,2 miliardi di euro alla riduzione degli oneri generali di sistema per il prossimo trimestre, utilizzando una parte del gettito ricavato proprio dalle aste del mercato europeo dei permessi di emissione di CO2.

L'autorità dell’energia, utilizzando le leve regolatorie, di conseguenza ha potuto ridimensionare una delle voci più pesanti che concorrono a formare le tariffe di lice e gas, e in particolare ha ridotto gli oneri generali per il trimestre luglio-settembre, attuando una forte riduzione del costo degli incentivi alle energie rinnovabili, oltre a una riduzione anche dei rimanenti oneri generali come quelli per la promozione dell’efficienza energetica, come effetto del recente decreto in materia di certificati bianchi.

Commenta il presidente dell'autorità Arera, Stefano Besseghini: «Nell'ambito della leale collaborazione istituzionale, abbiamo sostenuto tecnicamente la scelta di intervento del Governo. Senza il decreto l'aumento delle bollette sarebbe stato molto più pesante. Tenendo conto della tendenza internazionaleall'aumento dei prezzi delle materie prime e delle scelte europee sulla limitazione dei gas serra, appareancora più importante consolidare l'utilizzo dei proventi delle aste dei permessi di emissione CO2 a contenimento delle bollette».

Le stime degli economisti

Nei giorni scorsi l’economista dell’energia Davide Tabarelli, Nomisma, da Bologna aveva fatto i conti sulla base del meccanismo di calcolo adottato dall’autorità dell’energia e aveva ammonito sul rischio stangata.

«La ripresa dell’economia europea incontra un primo ostacolo nell’impennata dei prezzi dell’energia che per l’Italia porta una stangata sulle bollette di elettricità e gas dal primo luglio 2021. In base ai dati preliminari — aveva pronosticato Tabarelli — è possibile stimare per l’elettricità un aumento intorno al 12% e per il gas oltre il 21%, entrambi balzi record mai visti in passato». Tabarelli non aveva ancora potuto contare il beneficio al ribasso apportato dalle decisioni del Governo adottate mercoledì sera.

Da Milano arrivano le considerazioni del centro studi Althesys dove un altro economista dell’energia, Alessandro Marangoni, aggiunge: «Non bisogna farsi distrarre dagli alti e bassi congiunturali dei combustibili, ma guardare oltre. Nel medio periodo, le bollette difficilmente scenderanno, nonostante le fonti rinnovabili siano sempre meno costose e, auspicabilmente, sempre più disponibili»; dietro alle medie «si nascondono andamenti molto diversi delle varie componenti: a fronte di un netto calo della componente energia, sono saliti i costi dei servizi di vendita e gli oneri generali di sistema».

La stima di Marangoni è che nel complesso l’intero rincaro energetico — cioè contando non solamente le tariffe ma anche carburanti, materie plastiche derivate dal petrolio, produzioni ad alta intensità energetica e così via — possa spingere l’inflazione di circa 0,4 punti portandola in autunno attorno all’1,7% rispetto all’1,3% attuale.

Le diverse associazioni dei consumatori hanno elaborato stime tra loro vicine sull’effetto dei rincari energetici, contando anche i carburanti, e qualcuno arriva a lanciare allarmi per un sovraccosto di complessivi 7 miliardi di euro a carico dei consumatori.

I metano è rincarato del 30% in Europa

Gli aumenti sono legati al trend di forte crescita delle quotazioni delle principali materie prime energetiche, in particolare i prezzi europei del gas sono cresciuti di oltre il 30% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al primo e risultano sempre più correlati con il prezzo della CO2 che, in giugno, si è attestato oltre i 50 euro per ogni tonnellata emessa.

Aumenti delle materie prime stanno causando ripercussioni analoghe sui prezzi finali dei consumatori anche in altri Paesi europei, come la Spagna e la Francia.

Una spesa elettrica di 559 euro l’anno

In termini di effetti finali per il prossimo trimestre, per l'elettricità la spesa per la famiglia-tipo nel periodo 1° ottobre 2020-30 settembre 2021 sarà di circa 559 euro, con una variazione del +12% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2019 – 30settembre 2020), cioè spenderà 62,4 euro in più l’anno.

Nello stesso periodo,la spesa della famiglia-tipo per la bolletta gas sarà di circa 993 euro, con una variazione del -1,3% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell'anno precedente, corrispondente a una riduzione di circa 13 euro su base annua.

In settembre l'autorità dell’energia dovrà valutare se avviare un percorso di riallineamento del gettito della componente Asos, nell'ambito della flessibilità consentita dalla prudenza di gestione dei conti.

Si rafforza il bonus sociale per le famiglie povere

A sostegno delle famiglie in stato disagio economico, da luglio è definitivamente attivo l'automatismo che consente a chi ne ha diritto (nuclei con Isee non superiore a 8.265 euro, 20.000 se con più di 3 figli) di trovarsi accreditato in bolletta, in modo automatico nei prossimi mesi, il bonus sociale di sconto per elettricità e gas, che comprenderà le agevolazioni già conteggiate dall'inizio dell'anno.

Per ottenere i bonus sociali non serve più presentare la domanda, che resta invece necessaria perle riduzioni da disagio fisico (utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita).

Il bonus automatico in bolletta è operativo grazie alla collaborazione delle istituzioni che gestiscono i dati dell'Isee (Inps) e delle utenze (Acquirente Unico).

Con l'automatismo le agevolazioni sono garantite oltre 3 milioni di famiglie, due terzi delle quali in passato non presentavano la domanda.

Anche in luglio lo sconto per le piccole imprese

L'Arera ha inoltre attuato la misura prevista dal decreto-legge Sostegni bis che proroga anche pe ril mese di luglio lo sconto per le bollette delle piccole imprese, come i consumatori in bassa tensione non domestici, i negozi, gli artigiani, i bar e ristoranti, i laboratori, gli uffici di professionisti e altri servizi.

La riduzione, di cui beneficiano principalmente circa 3,7 milioni di consumatori professionali, nel primo decreto sostegni era stata già prevista per i mesi di aprile, maggio e giugno.

Le rilevazioni dell’Istat

A riscaldare le preoccupazioni è stato anche l’Istat, le cui stime preliminari vedono l’inflazione ferma in giugno all’1,3%, lo stesso livello di maggio, ma registrano come principale spinta al carovita ancora una volta i prezzi dei prodotti energetici, saliti da +13,8% di maggio a +14,1%, con rialzi sia della componente regolamentata come le bollette (da +16,8% a +16,9%) sia di quella non regolamentata a mercato libero (da +12,6% a +12,8%). I rialzi dei prezzi alla produzione rilevati in maggio (+1% su base mensile e +8% in un anno) sono spinti soprattutto dai prodotti energetici.

Costa anche il no al petrolio

La rivoluzione energetica non è un pranzo di gala. La ripresa dell’attività industriale con il placarsi dell’epidemia si è sommata con le politiche contro gli investimenti nei giacimenti e sulle miniere e con le campagne d’opinione contro le trivelle e i combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas.
Risultato: la domanda di energia è ripartita ma l’offerta di energia è calata, le fonti rinnovabili non riescono ancora a soddisfare il bisogno di chilowattora puliti del mondo. E la febbre del mercato si esprime con la temperatura dei prezzi.

Qualche esempio dei rincari energetici. La Cina ha riavviato a investire nelle miniere di carbone, la Germania ha riscoperto le riserve di lignite, l’Asia brucia petrolio a tutta manetta. Rispetto all’anno scorso il carbone è passato da 50 a 120 dollari la tonnellata, il greggio da 45 a 75 dollari al barile (un barile sono 159 litri). Ormai il petrolio è marginale sulla produzione di corrente elettrica, ma il carbone purtroppo è ancora una delle prime voci nelle centrali elettriche del mondo; in Italia circa un decimo della produzione elettriche continua a venire dal combustibile minerale mentre gran parte delle centrali bruciano metano; importante anche il contributo delle fonti rinnovabili di energia che rappresentano ormai più di un terzo della produzione elettrica.

E i carburanti? Lo Sviluppo economico ha appena pubblicato la rilevazione settimanale e il prezzo medio di benzina e gasolio è cresciuto ancora, raggiungendo nell’ordine 1,628 e 1,489 euro al litro, pari a una decina di euro in più per un pieno medio di una vettura rispetto a un anno fa. Ovviamente la rilevazione riguarda la media dei prezzi, dove un rifornimento servito dal benzinaio in autostrada può superare i 2 euro al litro.

Un dettaglio sul peso del fisco sul costo dei carburanti.
Alla rilevazione del 28 giugno, il prezzo medio della benzina (1,62 euro al litro) era formato da 60,3 centesimi di costo industriale, 72,8 centesimi di accisa e 29,3 centesimi di Iva.
Il prezzo del gasolio (1,48 al litro) è formato da 60 centesimi di costo industriale, 61,7 di accisa e 26,7 centesimi di Iva. (I prezzi totali sono arrotondati omettendo millesimi e decimillesimi di euro).

Le voci delle associazioni

«Una stangata quasi record. Per il gas mai da quando ci sono gli aggiornamenti tariffari trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati, mentre per la luce si tratta del terzo maggiore rincaro di sempre. E per fortuna il Governo è intervenuto stanziando 1,2 miliardi di euro altrimenti sarebbe stata ancora peggio. Ora speriamo, però, in una riforma complessiva degli oneri di sistema per ridurre in modo permanente le bollette» afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nei giorni scorsi era in allarme anche la Coldiretti. Per esempio l’alimentazione degli animali con il mais «registra il maggior incremento del decennio con +74% annuo, mentre la soia ha raggiunto il picco da quasi sette anni con +77%».

«Chiediamo ad Arera e al Governo Draghi di introdurre un meccanismo che spalmi gli aumenti odierni su tutto l'anno in corso», aggiunge l’organizzazione Consumerismo.

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  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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