innovazione

La start up di Gabicce aiuta l’agricoltura di precisione con i droni

di Michele Romano

2' di lettura

Si chiamano mappe di vigore vegetativo, carte colorate con diversa intensità, che indicano al dettaglio lo stato di salute di un terreno: è solo una delle applicazioni che nascono dall’utilizzo di tecniche e tecnologie avanzate, che consentono una gestione più precisa e fruttuosa di un’azienda agricola. L’agricoltura di precisione è la nuova frontiera sulla quale si è specializzata una start up con sede a Gabicce Mare, nel pesarese, la Multioptic Drone.

«Il nostro obiettivo è semplificare la vita degli imprenditori agricoli – spiega Davide Diotalevi, che ha avuto l’idea iniziale e l’ha realizzata con il socio Nicolò Ubalducci – rendendo disponibili in tempo reale una serie di informazioni che consentano loro di avere le marginalità necessarie per essere solidi e di poter competere con i colleghi europei».

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Secondo una prima stima dei due startupper, un’azienda agricola riuscirebbe a risparmiare fino al 20% sui costi complessivi di acquisto delle materie prime, a cominciare dalle voci per concimi e fertilizzanti, che calerebbero del 40%, e per l’acqua, fino al 90%, senza contare quelli per l’acquisto del carburante, mentre la produzione aumenterebbe del 20%. Anche per proseguire nell’azione verso un significativo calo delle emissioni in ambiente, l’Unione Europea sta spingendo velocemente sull’agricoltura di precisione, alla quale bisogna legarsi se si vuole accedere ai finanziamenti disponibili per il settore.

L’idea che sta alla base del progetto è semplice: l’utilizzo di un drone, piccolo velivolo che si comanda facilmente da terra. Quello che però rende questa azienda unica in Italia è un sensore iperspettrale (ce ne sono solo 4 al mondo, ndr) capace di ottenere uno straordinario numero di informazioni sul terreno sul quale sorvola, le quali vengono successivamente elaborate da un agronomo interno dell’azienda, che genera le cosiddette mappe di prescrizione: dal vigore vegetativo allo stress idrico del terreno e persino sul grado di maturazione dei frutti, l’agricoltore sarà in grado di intraprendere in tempo reale solo le attività effettivamente necessarie. «Senza questa tecnologia – fa notare Ubalducci – si va avanti per campionamenti random e lunghe analisi di laboratorio, con costi maggiori e, soprattutto, con il rischio che l’agricoltore non riesca a intervenire per tempo soprattutto sulle coltivazioni biologiche».
Non solo gli agricoltori sono interessati a una rilevazione così parcellizzata dei terreni. Multioptic Drone lavora anche per geologi, architetti e ingegneri con una tecnica che si chiama fotogrammetria: «Tramite l’acquisizione di fotografie è possibile ricostruire tridimensionalmente qualunque tipo di oggetto, da un edificio a una porzione di territorio».

Una tecnologia messa recentemente utilizzata da Anas, ad Antrodoco, dove sta ricostruendo le reti paramassi lungo un tratto della strada Salaria danneggiato dal terremoto, e che Diotalevi vorrebbe «mettere a disposizione anche della protezione civile per l’esame di aree a rischio idrogeologico e sismico».
Ad arricchire la strumentazione della start up pesarese è appena arrivato Lidar, un laser-scanner di ultimissima generazione (pesa meno di 1 kg, ndr), utile alle aziende dell’oil & gas, che devono progettare e monitorare le piping.

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