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La startup che vuole creare aste digitali per i fiori, con buona pace dell’Olanda

Blooveryha raccolto in tre giorni 100mila euro di equity crowdfunding. È una piattaforma per produttori e fioristi . E punta a smaterializzare le aste

di Alessia Maccaferri

Prodi: Ma gli olandesi i tulipani a chi li venderanno mai?

Blooveryha raccolto in tre giorni 100mila euro di equity crowdfunding. È una piattaforma per produttori e fioristi . E punta a smaterializzare le aste


2' di lettura

“Gli olandesi, se succede la grande crisi, a chi vendono i loro tulipani?” aveva detto ironico qualche giorno fa l’ex Commissario Ue Romano Prodi, commentando i veti che impediscono la collaborazione europea per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Ebbene la startup italiana Bloovery punta ad abbattere le frontiere, digitalizzando il mercato dei fiori, dove sino a oggi tutte le aste sono fisiche e passano necessariamente dall’Olanda.

La startup non metterà certo in crisi il predominante mercato dei fiori dell’Olanda ma potrebbe cambiare molte logiche di una filiera antica e poco conosciuta fuori dal mondo degli addetti ai lavori . Bloovery, che ha appena raggiunto in un weekend i centomila euro di raccolta di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd, mette in relazione produttori e i distributori. Fondata nel 2018, permette di effettuare ordini tramite un catalogo digitale di oltre 15.000 articoli. È collegata indirettamente alle aste olandesi dei fiori, dalle quali ogni giorno transita il 60% della produzione mondiale. I cataloghi sono sincronizzati in tempo reale, con valutazioni precise del miglior prezzo disponibile, permettendo così ai clienti di risparmiare fino al 30%.

Aste digitali a beneficio dell’ambiente e dei costi
Ma l’innovazione maggiore è quella futura e che sarà sostenuta dal crowdfunding (target 300mila euro). Mentre si consoliderà nel mercato europeo B2B espandendosi in Francia e Spagna , poi Gran Bretagna e Germania, Bloovery punta a innovare la filiera. «Siamo un B2B e vogliamo continuare a crescere - spiega Simone Guzzetti, ingegnere, ceo e cofounder di Bloovery - Ma il nostro obiettivo è sviluppare una tecnologia che potremmo vendere a terzi per sviluppare le aste digitali”. Che potrebbe essere in futuro anche la stessa Royal Flora Holland, la cooperativa di produttori che gestisce le aste (e che fattura 4,6 miliardi di euro l’anno).

Il vantaggio sarebbe prima di tutto di sostenibilità della filiera: i fiori di tutta Europa per essere battuti all’asta devono essere trasportati in Olanda per poi tornare al mercato finale (che può essere il paese d’origine o un altro). Così per esempio i fiori coltivati in Emilia Romagna, vengono caricati su tir per raggiungere l’Olanda per essere valutati all’asta e magari tornare in Italia per essere venduti a Venezia. Con conseguenze pesanti sull’ambiente, il traffico e i costi. «Noi puntiamo a disintermediare ed efficientare il mercato. Probabilmente si andrà a una filiera più corta ma più sostenibile e con una distribuzione più equa dei margini, a vantaggio soprattutto degli operatori locali e più piccoli”. Con i fondi raccolti Bloovery implementerà anche una rete logistica automatizzata.

Un mercato in ginocchio
Quello florovivaistico è un settore che solo in Italia vale 2,5 miliardi di euro l'anno: ma ora, proprio nel suo momento di massima produzione, è messo in ginocchio dalle misure per contrastare l'emergenza sanitaria, con milioni di fiori che finiscono al macero e l'esportazione di fiori completamente bloccata a seguito del fermo delle aste olandesi che ad oggi rappresentano uno snodo cruciale della filiera floro-vivaistica. “È un settore ad alto potenziale di innovazione che vale 14 miliardi di euro in Europa e 9 miliardi solo nei 5 mercati principali. In un momento di grande sofferenza, siamo certi che sarà ancora più importante puntare a un'evoluzione tecnologica” afferma Guzzetti.


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    Alessia MaccaferriCaposervizio Nòva 24 - Il Sole 24 Ore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: innovazione sociale, impact investing, filantropia, fundraising, smart cities, turismo digitale, musei digitali, tracciabilità 4.0, smart port

    Premi: Premio Sodalitas (2008), premio Natale Ucsi (2006), European Science Writer Award (2010)

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