deep tech

La startup dei metamateriali che riducono al silenzio raccoglie 2,3 milioni di euro

Lead investor per lo spinoff del Politecnico di Milano, attiva nell’automotive e nei trasporti, è Eureka! Venture Sgr

di Guido Romeo

2' di lettura

Il silenzio è d'oro e forse per questo piace agli investitori del deep-tech. Lo sanno bene gli undici ragazzi di Phononic Vibes, la spinoff del Politecnico di Milano fondata da Luca D'Alessandro che ha appena raccolto 2,3 milioni di euro nel secondo round di investimenti. Lead investor dell'operazione nella startup che sviluppa e commercializza metamateriali per la riduzione del rumore e delle vibrazioni è Eureka! Venture Sgr.

Il Vc dedicato al trasferimento tecnologico guidato da Stefano Peroncini ha investito attraverso il suo fondo Eureka! Fund I, di cui aveva annunciato il closing da 38 milioni appena due mesi fa. Continuano a sostenere l'azienda anche Poli360, il fondo dedicato al technology transfer di 360 Capital che, insieme a Pantecnica, azienda di prodotti e sistemi per l'isolamento acustico, aveva immesso 500mila euro nel primo seed-round a gennaio 2019.

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Il teram di Phononic Vibes

«In Italia abbiamo potenzialità di investimento straordinarie nel deep tech e nel technology transfer, il cui obiettivo ultimo è quello di trasferire la ricerca scientifica in prodotti di cui può beneficiare l'intera collettività – spiega Stefano Peroncini, ad di Eureka! Venture -. Il team di Phononic Vibes è stato in grado di passare in brevissimo tempo da un'idea di laboratorio universitario alla realizzazione di progetti proof-of-concept con partner industriali e ora è pronto ad effettuare il grande salto e affrontare la sfida del mercato».

I metamateriali non esistono in natura e offrono prestazioni uniche sia nel campo dell'ottica che dell'acustica. «Con Phononic ci siamo concentrate nel settore dell'acustica sviluppando una ricerca iniziata durante il mio dottorato al Mit – spiega Luca D'Alessandro, 30 anni alla guida di un team la cui età media non supera le tre decadi –. Negli ultimi due anni e mezzo ci siamo concentrati su quattro verticali: infrastrutture, appliances, automotive ed edilizia. Nel 2020 toccheremo un fatturato di 400mila euro, e l'aumento di capitale ci servirà per espandere le produzioni e sviluppare nuovi prodotti sulla base dei brevetti e dei proof of concept che abbiamo validato».

L'impatto dei metamateriali della startup meneghina promette di essere disruptive per molti settori. La collaborazione con Deutsche Bahn, ad esempio, ha permesso di sviluppare un pannello assorbente da collocare accanto alle rotaie per limitare la propagazione delle vibrazioni alle costruzioni circostanti. «Si applica in un paio di giorni senza grandi costi, contro i circa 60 necessari per le soluzioni tradizionali che vanno interrate sotto i binari con costi significativi», spiega D'Alessandro.

Un altro attore avido d'innovazione è uno dei maggiori attori della componentistica automotive italiani che sta integrando i materiali fonoassorbenti di Phononic Vibes nelle carrozzerie auto di un produttore tedesco. Sul fronte degli elettrodomestici, e in particolare delle cappe di aspirazione, la startup è in partnership fin dagli esordi con Franke, per sviluppare soluzioni in gradi di limitare non solo i rumori ma anche gli odori.

«La concorrenza c'è, soprattutto dalla Cina dove abbiamo competitor diretti – ammette D'Alessandro –, ma per ora siamo molto più avanti noi».

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