dispositivi connessi

La startup della pillola che non si dimentica


2' di lettura

L’idea è nata da una esigenza personale dei due giovani cofondatori: il risultato è una startup che punta a industrializzare, produrre, sperimentare e distribuire un sistema integrato IoT (l’internet delle cose) che funge da dispenser di pillole ad uso domestico, automatico e dotato di connettività in grado di avvertire istantaneamente il familiare in caso di mancata assunzione del farmaco. Niente a che vedere con le scatole portapillole in commercio: il dispositivo si occupa di ricordare - in grado di avvertire istantaneamente il familiare in caso di mancata assunzione del farmaco - il momento della pastiglia ed erogare le giuste medicine al giusto orario, evitando dimenticanze o errori nell’assunzione delle stesse. Il tutto guardando a tre destinatari: il paziente, spesso anziano, la persona che se ne prende cura e che può essere costantemente informata sull’assunzione della terapia tramite app e anche il servizio sanitario, «perché diventa possibile verificare l’aderenza al piano terapeutico e questo consente anche di adeguare i dosaggi, aumenta l’efficacia della cura e diminuisce il ricorso ai servizi sanitari», spiega Marco Iezza, ceo e cofondatore di Medime con Vittorio Marangoni. La startup è stata avviata alcuni anni fa, ma la svolta è arrivata con i fondi del bando Seed Money di Trentino Sviluppo, co-finanziato da Provincia autonoma di Trento ed Europa (FESR) per promuovere la diffusione di iniziative imprenditoriali nei settori innovativi o ad alta tecnologia, e l’arrivo di un partner industriale. Presto la sede si sposterà al Business innovation center di Trento, e l’obiettivo è essere sul mercato entro sei mesi con un prodotto semplice, trasportabile, che può essere connesso a strumenti come Alexa ed assistenti virtuali e in grado di contenere ogni tipo e forma di pillole o compresse con autonomia terapeutica fino a 28 giorni. «Sul mercato non c’è ancora nulla di simile: intendiamo svolgere test anche con istituti di ricerca per validare i benefici - sottolinea Iezza -. Potrà servire anche a chi soffre di patologie croniche e deve assumere più di un farmaco ogni giorno: solo in Italia sono 12 milioni di persone».

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti