TRENTINO

La Startup Valley premia le imprese

Dalla Provincia incentivi a chi si trasferisce. Arriva la Carta di Rovereto

di Barbara Ganz

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In sei capitoli si esamina l’impatto sociale generato dalle attività nei laboratori

Dalla Provincia incentivi a chi si trasferisce. Arriva la Carta di Rovereto


2' di lettura

Domani, 20 luglio, a Malga Costa, (Borgo Valsugana), si presenta la “Carta di Rovereto. Linee di indirizzo per lo sviluppo della ricerca scientifica e per l’innovazione in Trentino”. È l’atto conclusivo del Forum per la Ricerca che dallo scorso maggio è al lavoro con l’obiettivo di fare il punto sullo stato della ricerca trentina e individuare le traiettorie di sviluppo future, in relazione sia ai trend globali, sia ai settori di eccellenza che il sistema Trentino è in grado di esprimere e che garantiscono le maggiori e migliori ricadute sulle imprese e sul tessuto economico locale.

Il documento finale è strutturato su sei capitoli dedicati a sostegno e attrazione di impresa, traiettorie della ricerca, capitale umano e formazione, infrastrutture territoriali abilitanti, posizionamento di sistema e promozione e impatto sociale generato dalle attività di ricerca. Il contesto è quello di una provincia con oltre il 70% del territorio al di sopra di quota mille metri, ripartito in 175 Comuni e un Pil pro capite (dato 2017) di 36.100 euro, il 22% in più rispetto alla media europea. La morfologia incide sia sulle dimensioni aziendali (il 73,2% sono piccole imprese fino a 50 dipendenti) e sulla distribuzione geografica, con la concentrazione delle realtà medie e grandi in quattro aree industriali. Ai fini statistici - segnala la ricerca - il Trentino è classificato interamente come “area svantaggiata di montagna”, e le aree forestali coprono il 63% della superficie, con una spiccata proprietà pubblica. E il legno con l’industria del mobile è fra i principali settori produttivi (oltre 1.300 imprese) insieme a meccatronica, carta e stampa, sderurgia e metalmeccanica, chimica e gomma plastica, alimentari e bevande. Secondo dati del ministero, ad aprile 2019 in Trentino lavorano 171 startup innovative, di queste il 42,11% opera nel settore produzione di software e consulenza. A fare la differenza è il sistema pubblico trentino della ricerca e dell’innovazione, uno degli assi su cui si è esercitata l’autonomia della Provincia: una spesa di circa 145 milioni con quattro obiettivi prioritari che assorbono il 90,7% dell’investimento (produzione e tecnologie industriali, promozione della conoscenza di base, agricoltura, sistemi di trasporto e telecomunicazione con altre infrastrutture). Un sistema complesso e più attori, che includono università di Trento, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Edmund Mach. Per valorizzare questo patrimonio e promuovere il trasferimento delle conoscenze favorendo una nuova imprenditorialità sono state avviate iniziative come la Trentino Startup Valley, a supporto di idee nate qui o attratte da altri territori. Fra i punti di debolezza messi in luce dal Forum c’è una propensione a brevettare inferiore alla media italiana ed europea. A supporto dell’innovazione la Provincia ha deciso di schierare un insieme di strumenti - accordi di programma, bandi, agevolazioni - con una strategia di “specializzazione intelligente” che ha portato a identificare le quattro aree prioritarie per lo sviluppo del Trentino del futuro: meccanica, agrifood, qualità della vita, energia e ambiente. Aree che nel documento di indirizzo presentato domani verranno aggiornate e “rifocalizzate”, così come gli strumenti più adeguati per massimizzare le ricadute dei progetti.

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