a brera fino al 2 dicembre

La statua di Napoleone in azzurro per la campagna sulla prevenzione del tumore alla prostata


Aumento malattie maschili, ma uomini ignoranti su prostata

3' di lettura

La statua di Napoleone Bonaparte di Palazzo Brera si illumina di azzurro fino al 2 dicembre in occasione di “Novembre azzurro”. Milano è l’ultima tappa della campagna di prevenzione sul tumore alla prostata promossa da Europa Uomo, patrocinata dal ministero della Salute, dall'Istituto superiore di sanità e dal ministero per i Beni culturali. Claim dell’iniziativa: “Fai luce su di te”. La campagna ha l’obiettivo di promuovere una maggior consapevolezza della malattia nell’universo maschile e a fornire strumenti per affrontarla. Serata clou ieri sera nella Pinacoteca di Brera con il Charity Gala Dinner conclusivo dell'iniziativa.

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La prostata non deve essere un tabù

«Abbiamo deciso – sottolinea Maria Laura De Cristofaro, presidente di Europa Uomo Italia Onlus – di parlare a tutti gli uomini attraverso il linguaggio dell'arte, scegliendo delle statue simbolo di virilità maschile. Il tumore alla prostata è una patologia che incide moltissimo sul vissuto, come il tumore al seno: ma se le donne sono più abituate ad occuparsi della propria salute e a parlare con i medici, gli uomini sono meno inclini alla prevenzione». Secondo Maria Laura De Cristofaro, «la prostata non deve essere più un tabù e nell'uomo deve aumentare la consapevolezza che le buone abitudini sono alla base della conoscenza del proprio corpo». “Novembre Azzurro” è una campagna organizzata in 5 regioni (Lazio, Calabria, Campania, Piemonte e Lombardia). Una campagna organica: 35 giorni di attività continuativa, più di 30 luminari di urologia e oncologia coinvolti, 50mila pieghevoli distribuiti, oltre 1000 ragazzi raggiunti negli incontri con le scuole. La campagna ha anche fatto tappa al Museo archeologico Nazionale di Reggio Calabria dove sono custoditi i Bronzi di Riace. «Il nostro obiettivo - spiega De Cristofaro - è di estenderla, entro il 2022, a tutto il Paese».

Iniziative di sensibilizzazione in piazza e in farmacia

Materiale informativo distribuito nelle piazze milanesi, in farmacie e presso gli studi dei medici di famiglia. E iniziative di sensibilizzazione anche nelle scuole: «tra gli obiettivi della campagna - spiegano gli organizzatori - c'è quello di far partire il cambiamento culturale di consapevolezza e conoscenza del proprio corpo sin dalla giovane età».

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Lo stato dell’arte della prevenzione

Alla Pinacoteca di Brera si è svolta anche una tavola rotonda - “L'uomo con tumore della prostata: perché lavorare in sinergia” - presieduta dal prof. Riccardo Valdagni, direttore Radioterapia oncologica 1 e programma prostata, Fondazione Irccs dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano. È stato fatto il punto sullo stato dell'arte nell'ambito della prevenzione, della diagnosi e delle terapie del cancro prostatico. E sono state affrontate anche le problematiche psico-emozionali causate dalle terapie. In Italia si stimano 458mila persone con pregressa diagnosi di carcinoma prostatico, circa il 30% dei maschi con tumore. Ma oltre 14 milioni di uomini sono a rischio per fascia d'età, familiarità o altri fattori. Solo per il 2018 sono stimate circa 35mila nuove diagnosi, 5.950 delle quali in Lombardia (come attesta il Rapporto Aiom-Airtum 2018). Il carcinoma prostatico nell'ultimo decennio è risultata la neoplasia più frequente nella popolazione maschile nei Paesi occidentali, e rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati a partire dai 50 anni di età.

Dai Bronzi di Riace a Napoleone: statue in azzurro per la prevenzione del tumore alla prostata

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Vademecum in 7 punti, dallo stile di vita al controllo del Psa
È stato presentato anche un vademecum in 7 punti, elaborato da Europa Uomo, per prevenire il tumore alla prostata. Primo punto, uno stile di vita sano: attività fisica, evitare alcol e fumo. Seguire una dieta bilanciata, riducendo il consumo di carne rossa e di bevande zuccherate. Al secondo posto una corretta informazione su prostata e patologie prostatiche in generale confrontandosi con il medico. Terzo, parlarne con la partner: la prostata non deve più essere un tabù.Quarto: controllare il valore del Psa dai 50 anni in poi quando si fa l'esame del sangue. E se in famiglia ci sono casi di tumore alla prostata, controllarsi dai 40 anni. Quinto, fare sorveglianza attiva in caso di diagnosi di tumore indolente. Sesto: tenere presente che in caso di tumore, puoi sempre scegliere tra la chirurgia e la radioterapia. Settimo: affidarsi sempre a una struttura dedicata con un team pluridisciplinare di professionisti. La multidisciplinarietà è fondamentale per superare la malattia.

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