Una storia che con un linguaggio adatto ad un pubblico dai 9 anni in su getta una luce su uno dei capitoli più bui della storia recente

La stella che non brilla, la Shoah narrata ai bambini

In edicola per un mese da sabato 22 gennaio

2' di lettura

L'importanza di rendere consapevoli anche i lettori più giovani delle conseguenze a cui può giungere la discriminazione razziale è significativa per promuovere l'uguaglianza dei diritti e imparare a riconoscere quando un atteggiamento può diventare diffamatorio o discriminatorio. In occasione della Giornata della Memoria che cade il prossimo 27 gennaio, Il Sole 24 Ore porta in edicola per un mese il libro “La stella che non brilla. La Shoah narrata ai bambini” di Guia Rasari, con le intense illustrazioni di Gioia Marchegiani, una storia che, con delicatezza e linguaggio adatto ad un pubblico giovane, dai 9 anni in su, getta una luce su uno dei capitoli più bui della storia recente. Il volume è impreziosito da un'appendice con informazioni storiche su fascismo, nazismo, Seconda guerra mondiale e Olocausto.
Una bambina, Eva, trova in soffitta una scatola di latta contenente una stella di stoffa che una volta doveva essere gialla, ma il colore è ormai sbiadito. Quando interroga il padre sulla sua provenienza, questi impallidisce e le promette che sarà il nonno a raccontarle la storia di quella stellina. I genitori di Eva, infatti, si sentono in dovere di farle sapere come stanno realmente le cose, ma non hanno il coraggio di affrontare il discorso. Pensano che il nonno possa essere la persona più indicata per parlargliene, visto il suo coinvolgimento diretto e i suoi ricordi personali. Quel pomeriggio stesso il nonno arriva a casa proprio per lei e per la storia che aspetta. Non è una storia allegra, anzi è tristissima, e farà piangere la bambina ma, come le dice il nonno, la cosa più importante è sapere e non dimenticare. Una storia delicata e al tempo stesso potente per raccontare ai bambini la tragedia della Shoah attraverso parole di speranza. «Ricordare. Devi solo ricordare perché niente del genere possa mai ripetersi». La storia della Shoah passa attraverso le emozioni, la memoria, le relazioni, trasformando gli orrori del passato in un seme di pace e di speranza.

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