mostra a modena

La storia della bicicletta nelle figurine: un atto d’amore per le due ruote

di Pierangelo Soldavini

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2' di lettura

Le figurine nascono nella seconda metà dell'Ottocento, quando la concorrenza spinge i prodotti di largo consumo a inventarsi modalità per farsi conoscere fidelizzare i consumatori. Più o meno negli stessi anni la bicicletta si va affermando come mezzo di trasporto di massa, come icona della modernità che spinge il mondo verso la nuova era dell'industrializzazione.

Sembra quasi naturale che le due strade fossero destinate a incrociarsi: i primi strumenti di pubblicità, all'insegna di una prima spinta alla responsabilità sociale delle aziende, scopre la bicicletta come mezzo che punta dritto verso il futuro e regala democrazia.

Due secoli di bicicletta attraverso le figurine

Due secoli di bicicletta attraverso le figurine

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«La libertà del pedalare, correre, viaggiare, sconfinare, superare e superarsi, perché in sella non si è mai soli, c'è sempre qualcuno con cui confrontarsi e accompagnarsi. E poi anche la libertà di di sognare, fantasticare, inventare», spiega Marco Pastonesi, giornalista sportiva innamorato da sempre della bicicletta, che ha curato insieme a Francesca Fontana la mostra “Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storie” in corso a Modena al Museo della Figurina (fino al 13 aprile 2020): un viaggio originale lungo i due secoli di storia della bicicletta raccontata attraverso 350 pezzi tra album e figurine, ma anche calendari da barbiere, riviste.

Comprese lamette da barba che vedono questa volta Gino Bartali - il ciclista «nato per non perdere che non sapeva perdere» - battere Fausto Coppi, «nato per vincere, ma che non sapeva vincere: non alza le braccia al cielo, difficilmente sorride, ha lo sguardo di un cervo morente», sottolinea Pastonesi.

Dalla sezione che mostra le illustrazioni per insegnare ad andare in bicicletta, il nuovo mezzo di locomozione che stravolge il trasporto, a cartoline, francobolli e immagini, dalle prima figurine alla parte dedicate alla sicurezza di fronte alle prime bicicletta in circolazione - “Attenzione, ciclisti in giro” - che rimane un monito di grande attualità di fronte alla strage silenziosa che vede in Italia quasi un ciclista morire sulle strade ogni giorno.

Dalle icone dell'abbigliamento, che vede il vestiario femminile subire le trasformazioni maggiori di concerto con l'emancipazione cui le due ruote tira la volata fino ai concorsi a premio abbinati ai prodotti, laddove la bicicletta non manca quasi mai tra i premi. Per finire con le figurine dei grandi campioni e dei gregari, la parte più umana e “proletaria” del ciclismo, figure che nel Dopoguerra restituiscono all'Italia l'entusiasmo e la voglia di sognare (e di vincere), con una sezione tutta dedicata a Coppi, di cui nel 2019 ricorre il centenario della nascita e nel 2020 il sessantesimo della morte.

C'è la didattica, c'è la corsa,i giornali che svolazzano, le borracce, c'è un mezzo che fa divertire e viaggiare, superando i propri limiti: un vero atto d'amore che fa capire che cos'è stata la bicicletta nella sua storia. E il grande valore che ancora oggi proietta le due ruote dirette verso il futuro.

Bici davvero! Velocipedi, figurine e altre storia, Museo della Figurina, Modena, fino al 13 aprile 2020

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