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La storia di Fluidmesh, ex startup italiana acquistata da Cisco

L’azienda da qualche giorno è stata acquistata dalla multinazionale americana Cisco, manca solo la formalizzazione entro fine anno

di Biagio Simonetta

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Andrea Orioli, fondatore di Fluidmesh

L’azienda da qualche giorno è stata acquistata dalla multinazionale americana Cisco, manca solo la formalizzazione entro fine anno


3' di lettura

Era il 2005 quando quattro studenti italiani fondarono Fluidmesh. Quella che oggi chiameremmo una startup, all'epoca era più che altro una speranza. La speranza di Andrea Orioli, Umberto Malesci, Cosimo Malesci e Torquato Bertani, che puntarono tutto sul mondo della tecnologia wireless. Oggi Fluidmesh è una realtà consolidata, ha una sessantina di dipendenti con uffici in USA, Italia, Francia, Peru, Cile, Australia e Taiwan.

E da qualche giorno è stata acquistata dalla multinazionale americana Cisco (le pratiche di acquisizione sono in via di formalizzazione). Il Sole 24 Ore ha rintracciato uno dei founder, Andrea Orioli, per raccontare meglio questa storia.

«Tutto ebbe inizio con la partecipazione a due business plan competitions, la prima a Milano al Politecnico, chiamata Starcup e organizzata dall'incubatore d'impresa ora chiamato Polihub. La seconda al MIT chiamata 50K. Mentre a Boston siamo stati eliminati al primo round, a Milano siamo stati premiati e abbiamo ottenuto accesso alle strutture dell'incubatore allora gestito dal prof Giuseppe Serazzi».

Dopo la fase di incubazione, Fluidmesh inizia a crescere. Grazie a qualche risparmio, all'accesso al credito in America e in seguito anche a fondi Europei e Italiani per l'innovazione, i 4 fondatori finanziano i primi anni di crescita dell'azienda. «Anni passati a costruire i nostri prodotti nel piccolo ufficio all'incubatore del Politecnico, dato che i volumi non giustificavano ancora una produzione esterna, a sviluppare il software, assumere i primi dipendenti ma soprattutto trovare e convincere clienti a usare i nostri prodotti».

Il successo in America
Il vero successo arriva nel 2011, quando due fondi di private equity di Chicago supportano Fluidmesh nel lancio di una nuova tecnologia sviluppato per il mercato ferroviario. «Da lì – conferma Orioli - inizia la nostra crescita come fornitore di reti wireless per sistemi di automazione industriale per numerosi settori quali: trasporto, minerario, porti, manifatturiero, parchi giochi e molti altri».

Inizia un'altra storia. Qanto sia stato importante lo “sbarco in America” è lo stesso Orioli a raccontarlo: «Essere un'azienda americana ci ha consentito di espanderci globalmente più velocemente ma nella realtà non siamo mai andati via dall'Italia. Fin dall'inizio abbiamo tenuto la parte tecnica di ricerca e sviluppo prima a Milano e poi a Pisa dove ora abbiamo più di 20 ingegneri gestiti dal nostro CTO, Alessandro Erta. Alessandro e il suo team sono stati in grado di sviluppare una tecnologia disruptive che ci ha differenziato da competitors e permesso di vincere interi settori di mercato. La nostra scelta per il talento italiano si è dimostrata vincente confermata anche dai numerosi brevetti internazionali depositati».

La mossa di Cisco
Nel 2016 arriva Cisco, che conduce approfonditi test sia in laboratorio che in campo su diverse tecnologie wireless. In seguito a questa analisi Fluidmesh viene selezionata come unico partner globale per le soluzioni wireless di connessione treno-terra diventando un Solution Plus partner ed entrando nell'ecosistema dei partner di Cisco.

«Questa relazione – racconta Orioli - ci ha permesso di collaborare in molti progetti e creare una forte sinergia aprendo la possibilità per l'acquisizione. Ricordo ancora nel 2016 l'emozione di dover presentare i nostri prodotti e cercare di impressionare il team di Cisco durante la selezione. È stata la prima vera occasione per mostrare il nostro potenziale a Cisco». Potenziale che la multinazionale americana ha visto tutto: «Cisco – ha detto al Sole24Ore Agostino Santoni, amministratore delegato Cisco Italia - fornisce una delle tecnologie di rete più sicure e affidabili disponibili oggi sul mercato. La tecnologia wireless gioca un ruolo sempre più importante all'interno delle strategie IoT di tutte le aziende. Anche l'affidabilità della connettività wireless è essenziale per chi opera in ambienti IoT industriali, come nel manifatturiero, nei trasporti su rotaia o nei porti, dove la tecnologia wireless è fondamentale per migliorare la sicurezza e ridurre i costi. L'acquisizione di Fluidmesh rafforza l'offerta in questo segmento con una tecnologia progettata per garantire trasferimento affidabile di dati in ambienti in cui la velocità può superare anche i 300 Km orari».

Cosa cambia adesso per Fluidmesh? L'ex startup italiana sarà adesso parte della divisione IOT di Cisco. «Questo – racconta Orioli - ci permetterà di portare la nostra tecnologia, attraverso l'ecosistema Cisco a migliaia di clienti nel mondo. Stiamo lavorando a un programma di integrazione delle soluzioni per facilitarne e velocizzarne l'adozione nei nostri mercati di riferimento e continuare a innovare in applicazioni di automazione industriale. Tutto l'organico di Fluidmesh verrà integrato nella sua totalità dentro Cisco».

La pratica di acquisizione dovrebbe essere formalizzata entro fine anno. Per quanto concerne le cifre dell'operazione, invece, al momento non sono stati forniti dettagli

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