in provenza

La strana morte del miliardario cinese Wang Jian che espanse l’impero HNA fino a Deutsche Bank

di An.Man.

L’uomo d’affari miliardario Wang Jian

3' di lettura

Wang Jian si era appena messo in posa davanti una chiesa a strapiombo, dietro di lui solo un muretto alto poco più di un metro che protegge i turisti a Bonnieux, paesino nel sudest della Francia; in quel momento che passa tra ammirare un paesaggio provenzale e sorridere all’obiettivo di un amico, si sporge troppo, perde l’equilibrio e cade per dieci metri. Così muore uno degli uomini più potenti della Cina e più ricchi dell’Asia, il co-fondatore e co-presidente della conglomerata cinese HNA Group, colosso che comprende turismo, logistica, finanza, partecipazioni in Deutsche Bank nonché la compagnia aerea Hainan Airlines, fondata da Wang negli anni Novanta. Il sito del gruppo, in bianco e nero per lutto, ha pubblicato uno stringato necrologio in cui non si accenna alle circostanze della morte.

La polizia esclude al momento qualsiasi causa sospetta e propende per l’incidente, tesi supportata da testimoni, la disattenzione fatale di un ex ufficiale dell’aviazione, da più di vent’anni aggressivo uomo d’affari, durante un viaggio di lavoro. Il consolato cinese a Marsiglia fa sapere che la vittima viaggiava con altre quattro persone e una guida.

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Wang, 57 anni, muore proprio ora che HNA Group tentava di lasciare alle spalle il periodo in cui era una delle più indebitate compagnie del Paese; per molti anni simbolo dell’insaziabile espansione cinese all’estero con asset per 230 miliardi di dollari, HNA Group si è recentemente ridimensionata sotto la pressione del governo di Pechino e ha così venduto proprietà immobiliari e azioni per 14 miliardi di dollari, parte delle azioni di Deutsche Bank a inizio anno ma non ha rinunciato al controllo dell’Hilton Worldwide acquisito nel 2016.

In questo ultimo anno Wang ha quasi sempre vissuto all’estero, fanno sapere dalla compagnia, da qui cercava di muovere soldi per mettere a posto la complicata struttura societaria, ostacolato dal governo cinese che ha costretto il gruppo a vendere molti asset.

La sua morte complica gli sforzi di ristrutturare gli ingenti debiti contratti e saranno probabilmente più pressanti le richieste di capire a chi appartiene davvero questo colosso la cui opaca proprietà è stata spesso criticata. Wang era proprietario del 15% delle azioni della HNA, gruppo oggi controllato da una fondazione benefica con base a New York e da un ente dello stesso tipo con sede in Cina che insieme detengono il 52 per cento delle azioni.

Le azioni di Wang andranno ora a queste fondazioni benefiche perché, secondo un documento visionato da Reuters, gli azionisti avevano promesso di lasciare tutto ai due enti in caso di morte o abbandono della società. Non è chiaro quanto vincolanti siano queste promesse ma se fossero tali, i due enti benefici acquisirebbero il 67% delle azioni dell’HNA.

Un mese fa, ricorda il South China Morning Post, si erano diffuse voci subito smentite della morte di Chen Feng, compagno di avventura di Wang, l’altro copresidente e cofondatore della HNA, volto pubblico del colosso, anche lui proprietario del 15% della società, gerarchicamente superiore a Wang che però dietro le quinte sembrava essere il vero uomo al comando. Wang compariva come il volto della HNA solo in grossi eventi davanti ai partner e a investitori internazionali o l’anno scorso, come ospite d’onore al Jewish Museum in occasione dell’annuale Purim Ball al Park Avenue Armory di New York.


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