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La strana tentazione di frenare il miracolo «glocal» del turismo

di Gianfranco Fabi

2' di lettura

Caro Fabi,

il nostro Paese ha tanti problemi, ma non mi convincono i toni di questa campagna elettorale dove più o meno tutti promettono grandi cambiamenti. Mi sembra infatti che più che grandi riforme ci sia bisogno di una buona dose di manutenzione per valorizzare quelle che sono le vere risorse dell’Italia. Tra queste metterei sicuramente il turismo che negli anni scorsi avevo sentito considerare come una risorsa pari ai giacimenti dei Paesi petroliferi. Gli ingredienti di base per espandere ancora di più il turismo sono le bellezze naturali e artistiche che l’Italia possiede senza paragoni al mondo come quantità e qualità. Forse mancano grandi infrastrutture alberghiere, così come manca la capacità di presentare all’estero il sistema Paese dato che spetta ancora alle regioni la competenza della promozione turistica. Di questi temi si parla, credo, troppo poco.
Eppure basterebbero interventi anche poco costosi per aumentare la quota italiana nel turismo mondiale.
Aiutando così anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

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Ottavio Misurati

Perugia

Gentile Misurati,

non è retorica o banale luogo comune affermare che il turismo costituisca una delle realtà fondamentali per l’economia italiana. Gli ultimi dati (vedi Il Sole 24 Ore del 14 febbraio) indicano come continuano a essere in crescita gli arrivi dall’estero attirati anche dalla varietà dell’offerta. Anche se non bisogna sottovalutare il fatto che le crisi che si sono aperte in molti Paesi tradizionali mete turistiche, come la Turchia o l’Egitto, hanno fatto spostare l’attenzione verso l’Italia. Così come in positivo bisogna sottolineare come sia cresciuta l’attrattiva determinata dalle iniziative culturali, dalle mostre d’arte alle stagioni concertistiche, dal rilancio dei musei ai percorsi tematici. È anche interessante notare come una quota significativa della crescita delle presenze turistiche sia dovuta all’offerta non tradizionale. Come sottolinea l’ultimo rapporto del Censis nella componente extralberghiera vi è stata una crescita del 45,2% dal 2008 (addirittura +64,3% di arrivi stranieri). Il numero delle strutture attive è cresciuto del 36,9% dal 2008 e con un 10% in più di posti letto disponibili. Dati positivi che si sono mantenuti anche nello scorso anno grazie alla diffusione di agriturismi, bed & breakfast, affittacamere, ostelli con iniziative nate dal basso anche grazie agli incentivi e alle agevolazioni previste su base nazionale e regionale per queste strutture. Uno sviluppo che tuttavia è stato possibile anche grazie alla partecipazione alle grandi reti di prenotazioni on line che permettono non solo di avere tutte le informazioni utili, ma anche immediatamente le garanzie sulla disponibilità e sui prezzi. Proprio in quest’ambito si realizza la sintesi migliore tra locale e globale. Locali sono le iniziative spontanee e in gran parte familiari di moderna ospitalità, globali sono le reti che sviluppano il contatto tra domanda e offerta, tra le richieste dei turisti e le potenzialità di un territorio. Su questo fronte l’Italia ha fatto grandi passi avanti. Compito della politica dovrebbe essere quello di agevolare queste iniziative, anche se è sempre forte la tentazione di inventare qualche ostacolo amministrativo o qualche particolare onere fiscale.

gianfranco.fabi@ilsole24ore.com

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