LA CASA BIANCA CONTRO IL WEB CINESE

La strategia di Trump contro le aziende tech cinesi: dopo TikTok tocca al colosso Alibaba

Non isolate misure ma una vera e propria offensiva Usa contro le aziende tech cinesi dove gli americani non sembrano disposti a scendere a patti come con i dazi

TikTok minaccia azioni legali dopo gli ordini esecutivi di Trump

Non isolate misure ma una vera e propria offensiva Usa contro le aziende tech cinesi dove gli americani non sembrano disposti a scendere a patti come con i dazi


2' di lettura

Il giorno dopo l’ordine con cui dà 90 giorni a Bytedance per vendere le attività americane di TikTok, l’app di brevi video accusata di sottrarre clandestinamente dati agli utenti, Trump dice ai giornalisti che è pronto a colpire altre aziende cinesi tra cui il colosso dell’ecommerce Alibaba. C’è dunque una strategia degli Stati Uniti contro le aziende tecnologiche cinesi che usano Internet non solo per acquisire quote di mercato ma per controllare utenti e clienti, è l’accusa della Casa Bianca e del presidente americano. Che in questi quattro anni di mandato ha aperto molti fronti di battaglia con la Cina, dai dazi e alle accuse al governo di Pechino di aver diffuso la pandemia di coronavirus nel mondo per la colpevole opacità di informazioni su quello che stava accadendo a Wuhan (le accuse di aver prodotto il virus in laboratorio non sono state portate avanti fino in fondo).

Quando si parla di affari, controllo dei dati e Internet, l’amministrazione americana non sembra avere tentennamenti e non è disposta a scendere a compromessi come invece è successo per i dazi commerciali.

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All’inizio di agosto Trump firma l’atteso decreto presidenziale contro TikTok (100 milioni di utenti negli Stati Uniti) in cui si mette al bando anche la meno discussa ma strategica per le aziende americane WeChat, (3 milioni di utenti attivi in Usa, soprattutto sino-americani che comunicano con i parenti a casa). Pochi giorni, il 14 agosto il presidente firma il decreto che obbliga ByteDance a vendere le attività americane di TikTok entro 90 giorni.

Il giorno dopo, il 15 agosto, Donald il presidente ha annunciato altre iniziative contro altre compagnie del web cinese che si muovono ormai sul mercato globale. «Stiamo valutando altre cose, sì» ha confermato il presidente in conferenza stampa. Il motivo è sempre lo stesso: le aziende tech cinesi minacciano la sicurezza nazionale, sottraggono illecitamente dati agli utenti, spiano per conto di Pechino. Ed è questa l’accusa principale che si muove al colosso di telecomunicazioni Huawei , uno dei principali obiettivi di Washington, escluso anche dal mercato del 5G nel Regno Unito che ha così data prova di fedeltà all’alleato americano.

Suscita adesso un certo scalpore il prossimo obiettivo di Trump, il colosso dell’ecommerce Alibaba che potrebbe essere bandito dagli Stati Uniti. La prova, se ce ne fosse bisogno, che non è in atto una guerra commerciale ma politica. (An. Man.)

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