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La strategia Ue per l’industria: economia circolare ed ecologica

dal nostro corrispondente Beda Romano

(Ansa/Ap)

2' di lettura

BRUXELLES – A meno di una settimana dal discorso annuale del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker sullo Stato dell'Unione, l'esecutivo comunitario ha presentato oggi una nuova strategia di politica industriale, come l'ha chiamata stamani il vice presidente Jyrki Katainen. Il pacchetto presentato oggi è soprattutto un elenco di iniziative per completare il mercato unico e promuovere le attività delle imprese in campi svariati: dall'economia circolare alle materie prime.

«Vogliamo affrontare a viso aperto il cambiamento tecnologico, trasformare investimenti in ricerca in idee di attività economica, promuovere l'economia circolare ed ecologica per preparare il terreno a una industria europea che sia intelligente, innovativa e sostenibile», ha detto il vice presidente Katainen qui a Bruxelles. «Il nostro compito – ha aggiunto la commissaria al Mercato Interno Elzbieta Bienkowska – è di dare la possibilità alle nostre industrie di continuare a essere sostenibili».

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La strategia presentata oggi prevede tra le altre cose la nascita di un centro di ricerca nella sicurezza cibernetica. Il compito di questo nuovo organismo sarà di sostenere lo sviluppo nella ricerca in un campo sempre più d'attualità e al tempo stesso distribuire certificati che possano essere riconosciuti in tutta l'Unione. La Commissione vuole inoltre presentare a breve una proposta di regolamento che faciliti la libera circolazione di dati non personali, tale da aiutare la modernizzazione dell'industria.

Da qui alla fine dell'anno, l'esecutivo comunitario vuole anche presentare una nuova strategia nell'utilizzo e nel riutilizzo della plastica, così come nella produzione di risorse biologiche rinnovabili. Bruxelles pubblicherà anche una nuova lista di materie prime ritenute particolarmente importanti e per le quali la Commissione contribuirà a un efficace e sostenibile approvigionamento. Il settore è teatro di una accesa concorrenza internazionale.
Nell'autunno prossimo, l'esecutivo comunitario intende anche presentare nuovi limiti sulle emissioni nocive delle auto così come un piano d'azione per promuovere i veicoli intelligenti. Comunicazioni riguarderanno anche la proprietà intellettuale, gli appalti pubblici, la finanza sostenibile.

Secondo i dati della Commissione, l'industria dà lavoro oggi a 32 milioni di persone nell'Unione. Il 17% del valore aggiunto europeo è attualmente prodotto dal settore manifatturiero.
Il pacchetto presentato qui a Bruxelles giunge dopo che negli anni scorsi l'establishment comunitario ha deciso di rilanciare l'industria sulla scia della crisi finanziaria che ha mostrato tra le altre cose l'eccessiva dipendenza di molti

paesi dal settore bancario. Nel 2013, l'allora commissario all'Industria Antonio Tajani aveva dato all'Europa l'obiettivo di portare entro il 2020 la quota di prodotto interno lordo dell'industria al 20% del totale (dall'attuale 17% circa).
Nel suo recente discorso dinanzi al Parlamento europeo, il presidente Juncker aveva detto di voler “aiutare le nostre industrie a rimanere o diventare leader mondiali dell'innovazione, della digitalizzazione e della decarbonizzazione”. La strategia della Commissione è doppia: in piena rivoluzione digitale, vuole aiutare le imprese a competere a livello internazionale, rafforzando ulteriormente il mercato unico.

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