Lo scenario

La strategia win-win delle assicurazioni: il rating migliora i conti

L’abbattimento delle emissioni riduce i fattori di rischio e le potenzialità di maxi-risarcimenti da erogare in caso di catastrofi

di Federica Pezzatti

Una sede Leed Platinum. La nuova sede milanese di Unipol nel quartiere di Porta Nuova. Sopra, un rendering dell’edificio ultimato. A destra, un’immagine del cantiere. Progettato dall’architetto Mario Cucinella, avrà una certificazione Leed Platinum

3' di lettura

C’è una comunione di scopi tra settore assicurativo e sostenibilità. Quello delle polizze non è infatti certo un business di trasformazione di materie prime che origina particolari emissioni o che inquina.

Tra l’altro questo comparto è fortemente impattato dal cambiamento climatico che incide sulla frequenza e sull’intensità di uragani, bombe d’acqua, alluvioni e incendi boschivi (California e Australia sono l’esempio più recente).Cifre alla mano, nel 2020 il conto da pagare per le compagnie a causa delle catastrofi, secondo il report Sigma di Swiss Re, è cresciuto del 40% a 89 miliardi, di cui 81 attribuibili alle sole devastazioni naturali. Insomma l’impazzimento del clima potrebbe diventare non più “sostenibile” neppure per i bilanci delle compagnie. Molti rischi potrebbero diventare infatti non più assicurabili se non a premi stellari. Importante è poi anche la qualità dell’aria che aumenta l’incidenza di malattie e decessi. Insomma la conversione molto decisa che da tempo le compagnie assicurative e riassicurative di tutto il mondo hanno operato sul fronte della sostenibilità è dovuta al cuore, ma anche alla ragione e al “portafoglio”.

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È notizia recente che sette dei principali assicuratori e riassicuratori del mondo, in collaborazione con l’iniziativa finanziaria del programma ambientale delle Nazioni Unite, stanno attualmente istituendo una pionieristica Net-Zero insurance alliance (Nzia) che dovrebbe essere lanciata alla Conferenza 2021 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici prevista per novembre a Glasgow (Cop 26).

Le leve delle compagnie
Sono molteplici le leve che gli assicuratori possono esercitare per accelerare verso una transizione ecologica. In primis quella finanziaria: grazie all’enorme portafoglio gestito (riserve e premi degli assicurati) possono sicuramente influenzare le società emittenti. Sono anche tra i principali creatori di green bond.

Grazie al loro business le compagnie hanno la possibilità di incentivare comportamenti virtuosi, come la decarbonizzazione per le aziende, ma anche influire sulle scelte dei clienti privati. In aumento sono, per esempio, le polizze di investimento Esg.  Solo nel 2020 ne sono state lanciate circa venti. Va detto che su questo fronte è necessario più rigore nelle definizioni delle politiche di investimento. Un traguardo vicino visto che, probabilmente dal 2022, saranno introdotte le nuove regole sulla tassonomia e i Kid (Key information document) dovranno essere integrati con le informazioni non finanziarie.

Sul mercato sono state introdotte coperture, ancora poche per la verità, che prevedono tariffe scontate a chi adotta atteggiamenti virtuosi e sostenibili: polizze che assicurano le case ecologiche o impianti rinnovabili, soluzioni per la nuova mobilità. Allo studio ci sono poi prodotti sociali e aumentano le iniziative di welfare per sensibilizzare i datori di lavoro.

Compagnie leader nell’Esg
Non è un caso che in molti indici di sostenibilità figurino parecchie compagnie italiane, a partire da Generali, che è nella lista dei Leader della sostenibilità 2021 Sole 24 Ore - Statista con Poste italiane, Unipol, Helvetia Italia e Itas Mutua. «Il nostro gruppo è certificato come climate neutral ed è incluso nell’indice Ftse 4Good – spiega Fabio Carniol, general manager di Helvetia Italia ed Helvetia Vita –. Ha messo a punto 42 piani di riforestazione con 430mila alberi piantati». Anche la trentina Itas Mutua si distingue per la performance sociale. Tra i Leader con la strategia più ambiziosa c’è Poste italiane, che ha aderisce ai Principles for sustainable insurance Onu e ha improntato il nuovo piano industriale ai 17 Obiettivi Onu di sviluppo sostenibile, impegnandosi a diventare a emissioni zero.

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