aste inglesi

La Street Art ruba la scena da Sotheby’s Londra

Oltre a Banksy, record per gli italiani con Scarpitta e una scultura di Fontana; valori in flessione rispetto al 2018. Molti galleristi attivi

di Giovanni Gasparini


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4' di lettura

Il record per il provocatorio lavoro di Banksy ha messo in secondo piano il risultato complessivo del catalogo d'arte contemporanea proposto da Sotheby's la sera del 3 ottobre a Londra. Tre dei 42 lotti sono stati ritirati prima dell'asta: un lavoro minore di Polke, il più importante lotto di Manzoni e una carta milionaria di Cy Twombly che tornava in asta dopo solo tre anni e mezzo; la stima pre-asta scendeva quindi a 40,4-56 milioni di sterline e il risultato finale dei 34 lotti venduti (pari all'87%) dopo la aggiunta delle commissioni ha sfiorato la stima alta a 54,7 milioni di £.
Si tratta di un valore inferiore ai quasi 70 milioni del 2018, che comprendeva però una collezione particolare. Complessivamente 10 lotti erano garantiti tutti da parti terze, strategia oramai essenziale per assicurarsi consegne di livello, ma solo uno a nostro avviso è finito al garante in assenza di altri rilanci.

Street Art milionaria: Banksy e Basquiat. Ben 23 milioni di £ sono dovuti ai primi tre lavori per realizzo: una complessa tela del rappresentante storico della Street Art Basquiat, dipinta nel 1984 e ispirata all'elemento del fuoco, con varie figure su sfondo giallo acceso, ha ottenuto esattamente lo stesso prezzo, il più alto dell’asta, del controverso dipinto del nuovo leader della Street Art, Banksy, aggiudicata al telefono dopo un solo rilancio sotto la stima a richiesta di 9 milioni di £, sfiorando 10 milioni con le commissioni. Un secondo lavoro del newyorkese, un formato più piccolo e assai meno colorato del 1983, ‘Native carrying things' è stato brevemente conteso fino a 3,2 milioni, entro la stima.

Galleristi attivi in sala. Banksy oscura anche il buon risultato ottenuto da una tela di dimensioni contenute dipinta da Francis Bacon nel 1951 e raffigurante anch'essa una scimmia: il dealer inglese Beaumont Nathan se l’è aggiudicata per 2,8 milioni dopo una breve contesa con l'americano Josè Mugrabi. Mugrabi e la famiglia Nahmad si sono contesi un altro dipinto del dopoguerra, una figura di Dubuffet ‘Melancolie' del 1961, che ha superato ampiamente la stima alta di 1,2 milioni per finire ad un anonimo al telefono per 2,6 milioni di £. Fra i lavori finiti in mano dei galleristi in sala spicca il record per la 55enne Nicole Eisenman con una grande tela figurativa del 2015, per la prima volta offerta in asta serale e finita alla galleria Acquavella per 640mila £ da una stima di 120-180mila £.

L'arte italiana. I galleristi hanno anche inseguito alcuni lavori della tradizione italiana del dopoguerra; già l'anno scorso Sotheby's, a differenza di Christie's , ha rinunciato a proporre il tradizionale catalogo separato, preferendo selezionare un gruppo di lavori all'interno del catalogo generale. L'accoglienza dei 12 lotti rimasti dopo il ritiro dell'«Achrome» di Manzoni del 1959, stimato ben 4-6 milioni di £, è stata piuttosto tiepida salvo per i due prezzi record, a partire da una scultura sferica in bronzo di grandi dimensioni di Fontana della cosiddetta serie delle ‘Nature', aggiudicata a 2,5 milioni di £, massimo prezzo per un'opera tridimensionale dell'inventore dello Spazialismo.
Record anche per una caratteristica tela destrutturata dai toni rossi prodotta da Salvatore Scarpitta nel 1960, brevemente contesa anche dal gallerista Marco Voena ,ma finita in mano americana per 2,5 milioni da una stima di 1,5-2 milioni di £, ben 22 volte il prezzo ottenuto nel lontano 2005 sempre da Sotheby's Londra. Voena, che ha recentemente presentato una nuova rivista in inglese dedicata all'arte e cultura italiana, ha inutilmente inseguito anche un classico ‘Concetto Spaziale, Attese' di colore azzurro del 1966 di buone dimensioni con cinque tagli, finito però in mano ai mega-dealer Nahmad per 1,1 milioni di £, entro la stima.
Incertezze per Burri, con un drammatico ‘Rosso Plastica' del 1963 che ha superato la stima alta per fermarsi a 2 milioni, mentre un ‘Sacco E' del 1958 non ha trovato compratori da una stima di 1,6-2,2 milioni di £ e un più tardo ‘Nero Cellotex' degli anni ‘80 si è fermato alla stima bassa dopo un solo rilancio sfiorando il mezzo milione con le commissioni.
Finiscono in mano di clienti americani al telefono anche una grande tela sagomata rossa di Castellani del 1964, per 735mila £, entro la stima, e una composizione di due ‘pacchi' di Manzoni del 1962, aggiudicati alla stima bassa di 1 milione dopo un solo rilancio, pari a 1,2 milioni con le commissioni. Rimane invece invenduto un ‘Achrome' del 1961 dalla superficie uniforme, stimato 2-3 milioni di £.
Complessivamente i dieci lotti italiani venduti hanno portato un ricavo di 13,1 milioni di £, appena entro al stima di 12,3-18,2 milioni grazie all'aggiunta delle commissioni. Si tratta di un risultato significativamente inferiore ai 18,4 milioni del 2017 e 23,3 milioni del 2016, quando però i cataloghi dedicati presentavano oltre 30 lotti venduti.
Tocca ora ai due cataloghi proposti da Christie's la sera di venerdì 4 ottobre terminare la lunga sessione di aste londinesi, con l'attesissimo catalogo dedicato a ben 33 lavori di arte italiana.

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