alta formazione

La super-Università italiana che studia i cambiamenti climatici

di Silvia Pieraccini


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Il laboratorio di robotica della Scuola Sant’Anna di Pisa

2' di lettura

Prende corpo l’alleanza tra le Scuole universitarie Normale, Sant’Anna (entrambe a Pisa) e Iuss (di Pavia), ora riunite in una federazione con un unico consiglio di amministrazione, un solo collegio dei revisori dei conti e un nucleo di valutazione. Il primo progetto a cui lavoreranno le tre Scuole d’eccellenza è la nascita di un Centro internazionale per lo studio dei cambiamenti climatici, annunciata a Pisa in occasione della presentazione dei programmi congiunti su ricerca e formazione.

Nel nuovo dipartimento federato per lo studio del clima, unico nel mondo universitario italiano, ogni Scuola apporterà le competenze in cui è specializzata: quelle chimico-fisiche e matematiche per la Normale, utili a capire le relazioni tra clima e agenti inquinanti; quelle legate alle scienze agrarie e all’ingegneria per il Sant’Anna, che si concentrerà sull’impatto del clima sulla salute, sull’economia, sulle discipline giuridiche; e quelle sulla gestione dei rischi per lo Iuss, all’avanguardia nell’ingegneria sismica e nelle emergenze. Tutte e tre le Scuole applicheranno poi le conoscenze e gli strumenti per l’elaborazione di grandi masse di dati, su cui investono da anni.
«Le diverse competenze dei tre atenei sono un valore aggiunto – afferma Vincenzo Barone, direttore della Normale – e questi sono i primi passi per programmare un’offerta scientifica e formativa innovativa, che vuole sperimentare nuovi modelli più internazionali e direttamente collegati all’attività di ricerca».

Mettere in comune docenti, competenze e spazi per offrire nuove opportunità di studio servirà ad attrarre studenti italiani e internazionali secondo Pierdomenico Perata, rettore del Sant’Anna, che definisce la federazione «un esperimento unico nel panorama universitario italiano». Un esperimento che, come ha spiegato Michele Di Francesco, rettore dello Iuss, porterà alla nascita anche di un Neuro-X center che punta a integrare neuroscienze cognitive e neurotecnologie definito «un progetto ambizioso con grandi potenzialità scientifiche e cliniche».

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