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La supercar cinese sarà «made in Emilia»: 1.000 assunzioni nella motor valley

Faw sceglie Reggio Emilia per lo stabilimento da 300mila metri quadrati. Investimento da un miliardo per l’elettrica disegnata da Walter de Silva

di Filomena Greco

3' di lettura

Una sfida industriale per l’automotive Made in Emilia, che mette a segno il colpo prima annunciato e ora confermato con i cinesi di Faw, in joint venture con gli americani di Silk EV. Il Gruppo alla fine ha scelto Reggio Emilia come area dove realizzare lo stabilimento di produzione della supercar elettrica che vedrà la luce a inizio 2023.

La S9 sarà «made in Reggio Emilia»

Lunedì 3 maggio l’annuncio, durante una conferenza stampa che ha messo in fila i numeri dell’operazione: un miliardo di investimenti per oltre mille assunzioni, un’area da 300mila metri quadri, a ridosso dell’Autostrada e della stazione dell’Alta velocità, dove sorgerà lo stabilimento produttivo e il centro di ricerca e sviluppo. Qui verranno progettati e realizzati i modelli della serie S di Hongqi: la Hongqi S9, prima della serie “S” progettata da Walter De Silva e svelata all’Autoshow di Shanghai, oltre alla Hongqi S7.

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Dalla Cina alla motor valley

«Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo ad un ecosistema già ricco di expertise e capacità di innovazione» sottolinea Jonathan Krane, presidente di Silk-FAW, durante la conferenza stampa. Una operazione dunque che valorizza le straordinarie competenze del distretto automotive dell’Emilia Romagna ma anche la posizione strategica, dal punto di vista della logistica e dei trasporti, dell’area di Reggio Emilia, strategicamente tra Bologna e Milano. Tanto che già si guarda al futuro, come conferma il sindaco della città, Luca Vecchi, e ad un possibile nuovo svincolo autostradale – Reggio Emilia Est – utile anche a migliorare i collegamenti con l’area di Modena.

L’insediamento a Reggio Emilia del polo produttivo di Silk-Faw «rappresenterà – sottolinea il presidente Krane – una opportunità per l’attrazione di nuovi talenti e nuove competenze, crediamo che il nostro investimento potrà contribuire a rafforzare questo ecosistema con più di mille nuovi posti di lavoro».

Radici antiche per la mobilità del futuro

Una operazione che promette dunque di aggiungere ai grandi brand della Motor Valley ricordati dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini – Maserati e Ferrari, la Toro Rosso, Dallara – una realtà industriale che guarda alla mobilità del futuro e al comparto lusso, sulla scia della valorizzazione delle competenze e del saper fare emiliano. «Siamo una terra con una grande capacità di esportazione grazie ai nostri distretti, dalla meccanica alla meccatronica passando per il biomedicale e la ceramica – ricorda Bonaccini – e qui nasceranno le supercar elettriche del futuro».

Supercar di ultra-lusso a trazione elettrica

Il progetto industriale degli americani di Silk EV e dei cinesi di FAW, realtà con 130mila dipendenti e 3,5 milioni di vetture vendute nel 2019, fa dunque un altro passo avanti dopo la nascita della joint venture lo scorso febbraio. Una collaborazione, come sottolinea la società in una nota, nata per sviluppare una serie di veicoli sportivi di ultra-lusso, a trazione elettrica e ad alte prestazioni, che guardano alla Cina e ai mercati globali.

Nuovo ossigeno per la filiera italiana

In ottica più generale, come sottolinea il presidente di Unindustria Reggio Emilia Fabio Storchi, l’arrivo di Silk-FAW in Emilia Romagna rappresenta l’apertura di un cantiere, «anzitutto per la filiera produttiva automotive che dovrà sostenere l’investimento dal punto di vista della fornitura di componenti indispensabili per la produzione di queste auto. La nostra meccanica intelligente è attrice nelle lunghe filiere internazionali e si candida a lavorare a fianco del Gruppo per la realizzazione delle nuove vetture elettriche».

Il nuovo insediamento, aggiunge, «incoraggerà poi molte delle nostre piccole e medie imprese a definire nuovi orizzonti produttivi nella logica della trasformazione tecnologica del settore automotive». Per la Motor Valley emiliana si tratta dunque di un progetto strategico, «che conferma come i nostri distretti industriali abbiano un posizionamento competitivo di portata mondiale» ricorda ancora il sindaco di Reggio Emilia.

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