la strategia dell’apertura

La Svezia ammette di aver sbagliato risposta al coronavirus

L’epidemiologo Tegnell: se incontrassimo la malattia con ciò che sappiamo oggi staremmo a metà strada tra quello che abbiamo fatto noi e le decisioni del resto del mondo

di R.Mi.

Flop Svezia, ora ha il tasso di mortalita' piu' alto

L’epidemiologo Tegnell: se incontrassimo la malattia con ciò che sappiamo oggi staremmo a metà strada tra quello che abbiamo fatto noi e le decisioni del resto del mondo


2' di lettura

Con il senno di poi, la Svezia adotterebbe una strategia differente di risposta al coronavirus. Lo ha ammesso, per la prima volta, l’epidemiologo Anders Tegnell, ossia il principale artefice della decisione di lasciare aperto il Paese, senza restrizioni che non fossero consigli al distanziamento. Il tasso di mortalità in Svezia è tra i più alti al mondo - 43 per 100mila abitanti - e Danimarca e Norvegia la scorsa settimana hanno riaperto le frontiere escludendo rigorosamente i vicini svedesi.

Le dichiarazioni alla Radio svedese
«Se dovessimo incontrare la stessa malattia con la conoscenza che abbiamo oggi - ha detto Tegnell in un’intervista alla radio svedese - credo che la nostra risposta si collocherebbe a metà strada tra quello che ha fatto la Svezia e ciò che ha fatto il resto del mondo». Il Governo di Stefan Lofven ha demandato all’epidemiologo la risposta ufficiale alla pandemia. Uffici, luoghi di lavoro, negozi, palestre, ristoranti e scuole (per i ragazzi fino a 16 anni) non sono stati chiusi. Sono invece stati vietati gli assembramenti con più di 50 persone. «C’è spazio per un miglioramento rispetto a quello che abbiamo fatto» ha dunque ammesso il medico. Il Governo ha risposto all’opposizione che verrà istituita una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia.

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L’economia è comunque andata in crisi
Il problema ulteriore è che l’aver tenuto aperto il Paese non è servito a limitare le conseguenze economiche della pandemia. Il ministro delle Finanze, Magdalena Andersson, di recente ha stimato che in Svezia il Prodotto interno lordo avrà un calo del 7 per cento, certificando una recessione in linea con il resto d’Europa e una crisi che non si era mai verificata dal secondo dopo guerra.

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