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La Svizzera alza a sorpresa i tassi, balzo del franco

La banca centrale a sorpresa alza i tassi da -0,75 a -0,25%: è la prima stretta dal 2007

di Lino Terlizzi

Reuters

3' di lettura

Questa volta la Banca nazionale svizzera ha sorpreso la gran parte degli analisti e degli operatori, alzando il tasso di riferimento sul franco prima del previsto. Le attese prevalenti erano per una mossa della Bns solo dopo l'inizio concreto dei rialzi dei tassi sull'euro, preannunciato dalla Banca centrale europea per luglio. L'istituto centrale elvetico ha invece preceduto la Bce, alzando il tasso guida sul franco di mezzo punto percentuale, da -0,75% a -0,25%. Siamo ancora in territorio di tassi negativi, ma il rialzo è consistente e segna un chiaro cambio di politica da parte della Bns.

Se gli Usa e la Federal Reserve già da mesi sono sul percorso dei ritocchi all’insù dei tassi, per la Svizzera si tratta del primo rialzo del tasso di riferimento da 15 anni, l'ultimo risale infatti al 2007. Il livello di -0,75% per il tasso guida è in essere dal gennaio 2015. Il 17 giugno 2022 è quindi il giorno in cui questo tasso diventa appunto -0,25%.

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Sinora la preoccupazione principale della Bns era frenare l'ascesa del franco, che è da sempre une bene rifugio e che quando sale troppo però crea alcuni ostacoli all'export elvetico. Per molti anni l'istituto di emissione elvetico ha quindi mantenuto i tassi negativi ed ha attuato ingenti acquisti di valute estere, soprattutto di euro (l'Eurozona è l'area principale per gli scambi svizzeri).

Il deciso aumento dell'inflazione a livello internazionale in questi mesi ha però cambiato il quadro, di qui la mossa anticipata della Bns.I diversi aumenti dei prezzi a livello mondiale mischiano le carte anche per quel che riguarda i rapporti reali tra le valute.

La forza del franco costituisce inoltre una robusta barriera contro l'import di inflazione, la Svizzera ora ha quindi meno bisogno di frenare la sua valuta. Tanto che il presidente della Bns, Thomas Jordan, ha affermato che il franco «non ha più una valutazione elevata». Jordan ha inoltre aggiunto altre considerazioni che confermano il cambio di linea da parte della Bns: «La nuova previsione di inflazione mostra che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori rialzi del tasso di interesse», e ancora: «Se il franco dovesse apprezzarsi in modo eccessivo, saremmo pronti ad acquistare valuta estera; se invece dovesse indebolirsi, prenderemmo in considerazione anche di vendere valuta».

Un'affermazione, quest'ultima sulla eventuale vendita di valuta, che pure rappresenta una novità, dopo tanti anni di acquisti.L'inflazione su base annua in Svizzera ha raggiunto in maggio il 2,9% e secondo la Bns «a corto termine rimarrà probabilmente accentuata».

Attorno a questo aggettivo, “accentuata”, si gioca buona parte della questione in Svizzera. In grandi aree economiche come Stati Uniti ed Europa l'inflazione ora è molto più alta, tra l'8% e il 9%, ma la Confederazione storicamente tende ad un'inflazione tra lo zero e il 2% e dunque per gli equilibri economici elvetici molti qui ritengono comunque già decisamente alto il livello attuale.

La Bns ha alzato i tassi previsti di inflazione media annua in Svizzera e li indica ora a 2,8% nel 2022, a 1,9% nel 2023 e a 1,6% nel 2024.Per quel che concerne la crescita economica elvetica, la Bns si attende ancora un aumento del PIL pari a circa il 2,5% quest'anno, con un basso tasso di disoccupazione. I prestiti ipotecari e i prezzi degli immobili residenziali sono cresciuti ulteriormente negli ultimi trimestri e dunque l'istituto centrale elvetico «continuerà a seguire attentamente gli sviluppi sul mercati ipotecario e immobiliare».

Il balzo del franco

Alla notizia il franco svizzero si è rafforzato, tra l'1% e il 2%, sia sull'euro sia sul dollaro Usa. L'euro in mattinata era trattato tra 1,01 e 1,02 franchi e la valuta americana attorno a 0,98 franchi.

Anche la BoE alza i tassi

Anche Londra stringe sui tassi. Il Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra ha alzato i tassi di interesse per far sì che la politica monetaria raggiunga l’obiettivo di inflazione del 2% e in modo da sostenere la crescita e l’occupazione. Nella riunione, si legge nel comunicato, il comitato della BoE ha votato con una maggioranza di 6 contro 3 per aumentare il tasso bancario di 0,25 punti percentuali, all’1,25%. I tre membri della minoranza avrebbero preferito aumentare il tasso di 0,5 punti percentuali, all’1,5 per cento.

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