SCENARI

La svolta dell’elettrificazione convince anche il mercato

L’automobile nell’era della pandemia recupera il ruolo di mezzo di trasporto più sicuro L’offerta in crescita di vetture ricaricabili (ibride plug-in ed elettriche pure) conquista i clienti

di Mario Cianflone

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3' di lettura

Quale lezione apprende il mondo della mobilità dalla tragedia pandemica del coronavirus? Che l’automobile è il mezzo più sicuro, quello preferito per muoversi evitando droplets e virus. Lo dicono i dati, una recente ricerca Censis, uno studio di Continental e l’ha ribadito anche, settimana scorsa, il Censis: l’automobile anche in questo periodo ha battuto treni, mezzi pubblici e ovviamente veicoli in sharing. Un dato di fatto che deve far pensare anche gli amministratori locali, molto impegnati in una battaglia contro l’auto combattuta con azioni di “urbanistica tattica” che altro non fanno che aumentare il traffico, il congestionamento e lo smog, quest’ultimo generato da riscaldamenti e in misura ben minore da auto vecchie. Un recente report di Centro Studi Fleet&Mobility su dati ACI, evidenzia che le «Euro 0», che pesano sul totale del circolante per appena il 9% sono responsabili del 73% delle polveri sottili emesse dall’autotrasporto. Dunque, se l’intero parco circolante fosse sostituito da vetture di ultima generazione, le emissioni di polveri sottili si abbatterebbero del 93 per cento.

Del resto, e lo si vede nelle pagine che seguono, le case hanno moltiplicato l’offerta di vetture ultra sostenibili con una spinta forte verso l’elettrificazione in tutte le sue declinazioni, cioè ibrido (nelle tre accezioni mild, full e plug-in) ed elettrico puro. Lo spostamento della domanda, generato da normative Ue in fatto di emissioni climalteranti sempre più restrittive (ma non neutrali tecnologicamente), ha portato a un drastico cambiamento del panorama di mercato attuale e del calendario dei lanci previsto dai grandi costruttori nei prossimi mesi.

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I dati di immatricolazione europei dei primi 11 mesi del 2020 vedono una crescita delle elettrificate (che superano quota 26% sorpassando il diesel) a fronte di immatricolazioni complessive che registrano una discesa pericolosamente superiore al 26 per cento.

Le vere protagoniste di questi mesi e dei prossimi sono le vetture ricaricabili e in questa categoria rientrano le Bev (Battery electric vehicle), cioè le elettriche pure a batteria, e le Phev (Plug-in hybrid electric vehicle). Le prime, a novembre, in Italia, sono cresciute del 369% arrivando al 3,5% di quota, mentre le plug-in, hanno evidenziato un rialzo di quasi il 400% e si attestano al 3,5% di market share. Le auto alla spina (7% di quota totale), sostenute da incentivi, trovano forte consenso di un mercato in crisi strutturale e pandemica (-29% da gennaio a tutto novembre per un totale di 1.261.802 vetture). Tuttavia sono le ibride plug-in quelle che al momento convincono di più visto che fondono il meglio dei mondi termici ed elettrici. Sono tre macchine in una: ibrida, elettrica (con autonomia sufficiente per la città) e tradizionale (benzina o diesel) per viaggiare senza range anxiety. L’offerta di Phev è sempre più numerosa e va ribadito che i consumi e le emissioni di queste auto sono molto bassi, quasi a livello di uno scooter, a patto che la batteria sia carica. Usare una plug-in hybrid in modalità solo termica è infatti inutile e controproducente: ci si porta dietro 200/300 kg di zavorra tra batteria e elettromotore con il risultato di far aumentare i consumi e le emissioni.

Dunque la scelta di comprare una Phev va fatta se e solo se si pensa di usarla come tale ricaricandola quando occorre, magari durante la notte. E questa è un’indicazione che vale soprattutto per gli utenti delle flotte aziendali che spesso si ritrovano in car list una vettura con powertrain Phev (perché l’azienda ha stabilito una policy in fatto di emissioni) e poi non la utilizzano come si deve sfruttando una magnifica tecnologia di transizione all’elettrico puro di massa. E qui la parola va ai fleet manager che devono fare cultura in azienda. E il medesimo discorso, nell’ambito flotte, può essere fatto anche per i sistemi di guida assistita Adas (Advanced Driver Assistance Systems) che richiedono un percorso formativo indispensabile.

La grande trasformazione dell’elettrificazione e della sostenibilità non impatta solo sull’automobile, ma coinvolge anche l’autotrasporto, soprattutto quello leggero. Il boom dell’e-commerce rende indispensabile una sempre maggiore elettrificazione di van e furgoni, quelli dell’ultimo miglio che intasano le città e il più delle volte sono veicoli datati e particolarmente inquinanti.

Negli anni scorsi c’era chi sognava e profetizzava l’arrivo delle auto volanti, la macchina di Apple e quella di Dyson, nonché la guida completamente autonoma insieme ai droni di Amazon che svolazzano tra i grattacieli delle megacity. Il 2020 si chiude dunque con l’immagine di autovetture collegate a una presa di ricarica e la prospettiva di una transizione energetica epocale.

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