L’analisi

La svolta è superare il passato

La ragionevolezza, alla fine, ha prevalso evitando una conflittualità che avrebbe azzoppato la compagnia nascente

di Fabio Tamburini

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1' di lettura

C'è un passaggio dell'intervista all'amministratore di Ita, Alfredo Altavilla, pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, che merita attenzione: «La nuova società va considerata una start up» (e non la continuazione in altra forma dell'Alitalia). Questo ci conforta perché Alitalia è stata per tanti, troppi anni un buco nero in cui finiva denaro pubblico: quasi 13 miliardi buttati al vento, che non sono serviti a evitare un vero disastro, un abisso di perdite senza fine.

Altavilla ha le carte in regola per far dimenticare il passato, dopo avere conquistato sul campo stellette manageriali adeguate come componente essenziale della squadra di cui si era circondato Sergio Marchionne, impegnato nel rilancio di Fca. L’accordo sottoscritto il 2 dicembre con buona parte dei sindacati è un passaggio fondamentale del tentativo di far decollare Ita e non era affatto scontato. Per questo va salutato con soddisfazione. La ragionevolezza, alla fine, ha prevalso evitando una conflittualità che avrebbe azzoppato la compagnia nascente.

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Certo i recenti colpi di coda della pandemia non aiutano ma, rispetto al passato, la svolta in atto è evidente. Altrettanto sicuro è che il tempo a disposizione per voltare pagina definitivamente stringe. «Dobbiamo correre», ripete Altavilla ai principali collaboratori. All’orizzonte, inevitabile, sarà una seconda scelta decisiva: l’alleanza che permetterà a Ita di ridurre l’handicap delle dimensioni, insufficienti per reggere la concorrenza internazionale perché la società nata dalle ceneri di Alitalia è troppo piccola per farcela da sola. Vedremo come finirà. Le trattative sono decollate su più fronti. E non è detto che l’atterraggio sia in Francia o Germania.

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