Dalla parte del Pianeta

La svolta ecologica della viticoltura su misura e la certificazione biologica

La conversione bio dei vigneti più storici di Louis Roederer è l'ultimo traguardo di un percorso di sostenibilità e tutela della biodiversità iniziato nel 1845

di Alexis Paparo

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Vigneti della maison Louis Roederer.

La conversione bio dei vigneti più storici di Louis Roederer è l'ultimo traguardo di un percorso di sostenibilità e tutela della biodiversità iniziato nel 1845


2' di lettura

Aumento medio della temperatura, con conseguenti vendemmie anticipate e progressiva migrazione in quota. Il mondo del vino risente dei cambiamenti climatici e ha messo in campo strategie adattative, come la tutela e l'incremento della biodiversità dei vitigni e dell'ambiente del vigneto. Secondo uno studio dell'Institut National de la Recherche Agronomique (Inra), pubblicato su PNAS, questa è la chiave per tutelare il patrimonio vitivinicolo mondiale che, senza interventi, potrebbe scomparire del 56 per cento se si confermasse l'aumento della temperatura di 2 gradi centigradi entro il 2050. Quando si parla di biodiversità, spesso ci si concentra sull'aumento delle singole varietà, mentre è tutto l'ecosistema - fatto di specie animali, vegetali e microbiche che popolano il vigneto - a dover essere interessate, in modo da poter sviluppare processi biologici chiusi e resilienti.

Un principio che la maison Louis Roederer porta avanti dalla sua nascita, quando nel 1845 il capostipite Louis Roederer decide di fondare la sua casa proprio sulla diversità dei territori, dei cru, degli appezzamenti e dei vitigni, dove la regola diventa il rispetto di ogni tipicità e le cure vengono adattate a profili di suolo molto diversi. Un percorso di collaborazione con la natura che dà vita a una viticultura su misura, resa evidente dalla varietà di un parco vigneti composto da 410 diversi appezzamenti che attraversano la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne e la Côte des Blancs, i tre principali territori della Champagne.

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Un momento della lavorazione nel parco vigneti, composto da 410 diversi appezzamenti nella Champagne.

Oggi la maison raggiunge un altro importante traguardo: il completamento del processo di conversione biologica dei vigneti più storici di proprietà: 155 ettari su 242 totali. Culmine di vent'anni di lavoro dello chef de caves Jean-Baptiste Lécaillon e del suo team, la certificazione biologica è riconoscibile in Francia dal simbolo “AB” (Agriculture Biologique) e sarà ufficiale a partire da Marzo 2021. Saranno quindi le uve raccolte nella prossima vendemmia ad essere certificate biologiche.

Un'etica ecosostenibile che, in concreto, si declina attraverso pratiche di selezione massale - ovvero la riproduzione di un intero vigneto allo scopo di mantenere la massima variabilità genetica all'interno della stessa varietà di vite -, potatura delicata, terreni messi a riposo per lunghi periodi, così da consentire la loro rigenerazione, l'utilizzo di compost biodinamici e pratiche ispirate al modello della permacultura, per incentivare sistemi naturali capaci di autoregolarsi nel tempo.

Champagne Cristal 2012, Louis Roederer.

«È una convinzione profondamente radicata nella mia famiglia da generazioni che dobbiamo tutto alla natura; quando la

ascoltiamo e le doniamo quelle giuste attenzioni e cure di cui ha bisogno, ci restituisce il dono di un terroir al culmine della sua espressione», ha affermato Frédéric Rouzaud, presidente e ceo di Louis Roederer. E champagne come il Cristal 2012, che con il suo bouquet ricco e complesso, associato alla freschezza gessosa che ne richiama immediatamente i suoli di origine, è la bottiglia che più incarna i principi della biodinamica e l'approccio artigianale alla vigna della maison.

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