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La svolta green degli italiani: prodotti a km 0, stop agli imballaggi, minor utilizzo di auto e moto

Il 90% circa degli italiani ritiene infatti che ognuno possa fare molto per proteggere l'ambiente

di Giorgio dell'Orefice


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4' di lettura

Se da un punto di vista politico il peso degli ambientalisti nel nostro Paese è forse ai minimi storici non è così per la sensibilità green degli italiani invece risulta ai massimi: il 90% circa degli italiani ritiene infatti che ognuno possa fare molto per proteggere l'ambiente. E non è solo un effetto Greta visto che solo il 51% degli italiani sostiene l'attivista svedese ma evidentemente il frutto di convinzioni che si stanno radicando nel Paese.

E' quanto emerge dalla prima indagine Coldiretti/Ixè su «La svolta green degli italiani» nel 2019 presentata l’11 ottobre al Forum internazionale dell'agricoltura a Cernobbio (Como) dove è stato aperto il primo «Salone dell'Economia Circolare» (nell'occasione è stata presentata una stima del valore dell'economia circolare in Italia che ammonterebbe a circa 88 miliardi) con le dimostrazioni pratiche delle esperienze più innovative delle imprese legate al Green New Deal della manovra economica del Governo con gli interventi salva clima.

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L'indagine realizzata da Coldiretti e Ixé mette in evidenza i principali comportamenti virtuosi adottati dagli italiani in chiave ambientale.

La quota più rilevante degli intervistati adotta un comportamento particolarmente in linea con il “verbo” Coldiretti degli ultimi anni ovvero gli acquisti di prodotti alimentari a “km 0” e che quindi non devono percorrere centinaia o migliaia di chilometri per giungere al mercato con conseguente taglio delle emissioni. Ben l'85% degli italiani infatti dichiara di consumare esclusivamente “prodotti a chilometro zero o ortaggi e frutta di stagione”.

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La seconda categoria (75% degli intervistati) è quella di coloro che si impegna a ridurre l'uso di automobili, scooter e moto, mentre il 64% cerca di ridurre il ricorso all'aria condizionata, ovviamente d'estate non certo aspettando l'abbassamento delle temperature.

«Il 44% degli italiani – spiegano alla Coldiretti - si impegna nella lotta al cambiamento climatico anche riducendo gli acquisti di prodotti con imballaggi eccessivi contro i quali la Finanziaria prevede un bonus per i negozianti che attrezzano spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, alimentari e per l'igiene personale Oltre la metà dello spazio della pattumiera nelle case – sottolinea la Coldiretti – è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa con l'agroalimentare che è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio che oltre all'impatto ambientale ha una incidenza notevole sui prezzi».

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Secondo l'indagine di Coldiretti-Ixé la sensibilità ambientale è in evidente crescita, ma esiste anche la consapevolezza che non tutti hanno lo stesso livello di preoccupazione per la salute del pianeta. Infatti – spiega la Coldiretti – più di 1 italiano su 3 (36%) ritiene che in genere le persone si comportino male o siano poco attente all'ambiente con un 8% ancora più pessimista che le giudica per niente attente.

Al di là dei comportamenti individuali per i quali è emersa una schiacciante maggioranza di persone pronte a ridurre i propri spostamenti con mezzi a motore privati e a ridurre il ricorso all'aria condizionala «sul fronte della gestione dei territori – aggiungono alla Coldiretti - il 52% degli intervistati ritiene urgente potenziare la raccolta differenziata che sarebbe la scelta preferita da 8 italiani su 10 (80%) rispetto alla presenza di un termovalorizzatore».

Per migliorare la situazione ambientale il 59% degli italiani ritiene che siano necessari interventi radicali e urgentissimi sullo stile di vita, in particolare rimodulando le fonti di energia del Paese:in particolare per 7 italiani su 10 si dovrebbe puntare di più sull'energia solare, il 32% preferirebbe scommettere sull'idroelettrico e il 10% punterebbe sulle biomasse.

Una fetta rilevante degli intervistati (il 61%) si dice molto o abbastanza favorevole a sovvenzionare le rinnovabili: dal fotovoltaico al biogas.

«Gli incentivi al biometano – sottolinea la Coldiretti – dovrebbero prevedere bonus o meccanismi in grado di premiare l'origine agro-zootecnica della materia prima e tenere in debito conto le differenze, in termini di costi di gestione, rispetto all'impiego dei rifiuti. Anche l'applicazione delle tecnologie in grado di facilitare il trasporto del biocarburante dal luogo di produzione al luogo di distribuzione (liquefazione), da parte delle imprese agro-zootecniche che operano distanti dalla rete o dagli impianti di distribuzione, dovrebbe essere sostenuta».

«Sfruttando gli scarti agricoli delle coltivazioni e degli allevamenti – ha sottolineato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini – i mini impianti per il biometano possono arrivare a coprire fino al 12% del consumo di gas in Italia. È necessario passare da un sistema che produce rifiuti e inquinamento a un nuovo modello economico circolare in cui si produce valorizzando anche gli scarti con una evoluzione che rappresenta una parte significativa degli sforzi per modernizzare e trasformare l'economia italiana ed europea, orientandola verso una direzione più sostenibile in grado di combinare sviluppo economico, inclusione sociale e ambiente».

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