lusso e finanza

La svolta di Prada: ulteriore stretta sul canale wholesale e addio ai saldi

Ricavi del semestre a 1,57 miliardi, utile netto di 155 milioni - Bene anche Safilo e Hugo Boss

di Giulia Crivelli


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2' di lettura

Il gruppo Prada, che ha in portafoglio, oltre all’omonimo marchio, Miu Miu, Church’s e Car Shoe ed è quotato alla Borsa di Hong Kong, ha chiuso il primo semestre con ricavi in crescita a 1,57 miliardi di euro (+2%) e un utile netto di 155 milioni di euro, pari al 10% dei ricavi, avendo beneficiato della misura fiscale Patent Box, relativo al periodo 2015-2019. Il dato sulla redditività netta è superiore alla attese degli analisti: il consensus di Bloomberg attendeva ricavi per 1,56 miliardi e un risultato netto per 108 milioni (nella foto, un momento della sfilata Prada che si è tenuta in maggio a New York, per la collezione Cruise 2020).

Il mix distributivo e le novità sui saldi
Nel dettaglio, il retail ha realizzato ricavi per 1,232 miliardi (stabile), il wholesale per 274 milioni (+15%). Guardando alle aree geografiche, l’Europa cresce del 6% come l'America, salgono del 5% le vendite in Giappone. Cede invece l’Estremo Oriente (-4%), con l’area della Grande Cina in flessione del 2% per effetto del cambio e delle proteste ad Hong Kong, che non accennano a fermarsi. «La decisione strategica di abolire i saldi e di razionalizzare il canale wholesale è stata accolta positivamente dal mercato – ha commentato Patrizio Bertelli, ceo di Prada –. Le vendite a prezzo pieno sono cresciute nelle principali aree geografiche e categorie di prodotto, segnale che ci conferma la validità delle scelte intraprese».

I prossimi passi
Tutti i ribassi stagionali saranno gradualmente eliminati entro la fine dell'anno da Prada «con un impatto sulle vendite al dettaglio nel secondo semestre 2019», ha aggiunto Bertelli durante una conference call. «La revisione strategica del commercio all'ingrosso e la fine dei ribassi stagionali sono passaggi necessari per costruire il futuro del gruppo, nonostante l'impatto a breve termine», ha sottolineato il presidente del gruppo Carlo Mazzi.

Il semestre di Safilo: prosegue il turn-around
In ulteriore miglioramento i conti di Safilo, primo player italiano dell’occhialeria, visto che il colosso Essilor-Luxottica è ormai un gruppo italo-francese. Il gruppo ha registrato nel primo semestre dell'anno un fatturato di 495,9 milioni di euro, in salita del 6,5% a cambi correnti. L'ebitda rettificato si è attestato a 34,2 milioni (+12,9%) e l'utile netto a 8,7 milioni, contro una perdita netta di 4,3 milioni nel primo semestre del 2018.

Hugo Boss in linea con il 2018
Sostanzialmente in linea con il primo semestre dello scorso anno i dati del gruppo tedesco Hugo Boss, con vendite per 675 milioni (+2%) ed ebit in salita del 3% nel secondo trimestre.

La lepre della cosmetica: l’italiana Culti
Specializzata nella produzione e distribuzione di fragranze d'ambiente e cosmesi, Culti, azienda quotata al segmento Aim di Borsa Italiana, è ancora piccola ma cresce velocemente. Nel primo semestre i ricavi sono saliti del 18% a 3,6 milioni di euro, con un export del 73% . Molto bene la redditività: l’ebitda è raddoppiando, l’ebit è quadruplicato.

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