Il progetto

La svolta di Scavia: dai pezzi unici nascerà la linea accessibile

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Fino a oggi Fulvio Maria Scavia ha disegnato, prodotto e venduto gioielli dalla forte identità, in gran parte pezzi unici. Ha realizzato una filiera completa, puntata su qualità e creatività, che si “chiude” nelle boutique monomarca - a Milano, Tokio, Almaty, Bangkok e Dubai - e nelle presentazioni fatte dallo stesso gioielliere nei club o negli hotel dei Paesi in cui il marchio milanese non possiede negozi propri.

«Chi compra l’alta gioielleria vuol vedere in faccia il creatore, spesso per affidargli lavori su commissione», spiega Scavia, 73 anni di cui 50 passati nel settore, appena sbarcato a Bangkok dopo due anni di assenza per le limitazioni-Covid.

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Ora è arrivato il momento di diversificare e di ampliare il mercato. Il progetto a cui l’imprenditore sta lavorando prevede la nascita di una nuova azienda con il “carattere” Scavia ma con una filosofia diversa. Farà gioielli meno impegnativi, dal prezzo più accessibile («entro la fascia dei 15mila euro»), usando non solo oro e diamanti ma anche materiali naturali, ecologici e innovativi come il legno, le pietre colorate, l’alluminio, i sassi del Ticino. Utilizzerà tecnologie moderne, come la prototipazione 3D. E potrà attingere al grande archivio Scavia: «Abbiamo migliaia di disegni e di idee, vogliamo fare prodotti di grande leggerezza, vicini allo stile di vita delle nuove generazioni», spiega Scavia.

I mercati di riferimento saranno globali: Cina, Russia, Usa e Europa. E la distribuzione sarà affidata (anche) a negozi monomarca «easy», come li chiama il gioielliere, luminosi e dotati di bar, destinati a diventare un punto d’incontro e a integrarsi con le vendite online, che finora hanno avuta poca rilevanza per le grandi creazioni Scavia in cui è fondamentale vedere fattura, pietre, lavorazione.

«Le vendite online in Europa funzionano per prodotti che costano fino a 2.500 euro, mentre negli Stati Uniti si sale un po’ - afferma l’imprenditore convinto che il mercato della gioielleria sia destinato ad ampliarsi nei prossimi anni -. La piramide del settore avrà una base sempre più larga mentre resterà la vetta dell’alta gioielleria, con le creazioni come le nostre che sono piccole opere d’arte cariche di valore simbolico. Noi siamo un’anomalia perché facciamo circa tremila modelli, quasi tutti pezzi unici».

È per non sacrificare l’aspetto creativo, e per acquisire competenze nel retail, che Scavia pensa a un partner per il nuovo progetto: «Sarà un’operazione finanziaria impegnativa – spiega il gioielliere – e probabilmente avremo bisogno di un partner specializzato nella distribuzione». All’orizzonte c’è il salto dimensionale. Scavia nel 2020 ha fatturato quasi 1,2 milioni nel negozio di Milano più altrettanto all’estero, e quest’anno prevede di crescere circa il 20% recuperando i livelli pre-Covid.

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