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La talpa Haugen: «Facebook privilegia profitti a sicurezza». Zuckerberg: falso

L’ex manager Frances Haugen mette sotto accusa il gigante dei social network durante le audizioni parlamentari. La replica del fondatore

di Marco Valsania

Aggiornato alle 07:55 del 6 ottobre 2021

Facebook, Whatsapp e Instagram tornano online dopo lungo blackout

4' di lettura

Marck Zuckerberg ha preso le ferme difese di Facebook in una nota ai dipendenti, dopo le accuse al Senato da parte dell’ex manager (diventata una «talpa») Frances Haugen, che a suo avviso non hanno alcun senso. Noi ci preoccupiamo profondamente - scrive Zuck - di questioni come la sicurezza, il benessere e la salute mentale. È difficile vedere una copertura che rappresenta in modo errato il nostro lavoro e le nostre motivazioni. Al livello più elementare penso che molti di voi non riconoscano la falsa immagine della società che è stata dipinta».

Per il fondatore del social network per eccellenza, «l’argomentazione che deliberatamente spingiamo per il profitto contenuti che rendono le persone arrabbiate è profondamente illogica. Facciamo soldi con le inserzioni - spiega Zuckerberg - e gli inserzionisti continuamente ci dicono che non vogliono che i loro annunci siano vicino a contenuti dannosi o furiosi. Non conosco alcuna azienda tech che vuole realizzare prodotti che rendano le persone arrabbiate o depresse. Morale, business e incentivi sui prodotti puntano tutti nella direzione opposta».

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Frances Haugen, la “talpa” che ha svelato i segreti di Facebook, ha portato il suo j'accuse in Congresso. In un'attesa audizione presso lo sotto-commissione Commercio del Senato, l'ex dirigente del gruppo, che era stata assunta per controllare le disinformazione elettorale, ha affermato che l'azienda predilige costantemente il profitto ai danni della sicurezza e dei diritti degli utenti, ispirata da una cultura che nasconde informazioni e dati cruciali sulle sue pratiche alle autorità di regolamentazione. L'audizione si è concentrata anzitutto sui rischi per giovani e bambini.

Una fortezza di segreti

Facebook “si nasconde dietro mura che impediscono a ricercatori e regulators di comprendere le vere dinamiche del sistema. Dobbiamo semplicemente credere a quanto afferma Facebook e hanno ripetutamente dimostrato che non meritano la nostra cieca fiducia”, ha dichiarato Haugen. Ancora: l'azienda continuerà a porre “i suoi astronomici profitti prime delle persone” in assenza di un “necessario intervento congressuale”.

Gli attacchi dei parlamentari

Le accuse hanno risuonato tra i senatori di entrambi i partiti. Il leader democratico Richard Blumenthal ha chiesto che la Sec e la Ftc lanci indagini basate sui documenti interni e le informazioni offerte da Haugen. Ha indicato che intende chiedere al fondatore e ceo Mark Zuckerberg di testimoniare, dopo che questo è rimasto in silenzio davanti alla controversia affidando la difesa dell'azienda a portavoce e altri executive. Ha destato scalpore un suo video di 38 secondi che domenica, già nel pieno delle polemiche, lo ha ritratto in barca a vela. La senatrice repubblicana Marcia Blackburn ha a sua volta intimato che Fb “sa di essere colpevole”.

Tobacco Moment

Bluementhal ha parlato esplicitamente di un “Tobacco Moment” per Facebook, un parallelo con le inchieste contro i colossi delle sigarette per aver ingannato il Paese sugli effetti tossici e cancerogeni del fumo e che portarono a profondi cambiamenti nel settore. “E' il momento della resa dei conti”, ha affermato.Regolamentare FacebookI riflettori sono tuttavia rimasti puntati anzitutto su Haugen. Facebook, ha insistito, “ha ripetutamente ingannato il pubblico”, quando di tratta di sicurezza in particolare dei giovanissimi, dell'accuratezza di sistemi di intelligenza artificiale e della diffusione di contenuto estremo e violento. L'ex dirigente ha anche ammesso quanto sia difficile oggi regolamentare Facebook per la sua segretezza: “L'inabilità di poter guardare ai sistemi effettivi di Facebook e di confermare che lavorino come indicato è equivalente ad un Dipartimento dei Trasporti incaricato di regolamentare le auto solo guardandole passare in strada”.

La documentazione

La documentazione rivelata dalla “talpa” e condivisa con il Congresso mostra come le stesse ricerche interne dell'azienda, tenute segrete, mostrassero i seri danni causati in particolare ai giovanissimi, compresa depressione e tendenze suicida tra le ragazze. In particolare sul banco degli imputati è qui Instagram, che Haugen ha svelato sulla base delle ricerche essere più pericoloso di app rivali, quali TikTok, perchè focalizzato sul paragone di stili di vite e immagine fisica.

L’algoritmo

In uno degli esempi più chiari di ripercussioni distruttive, una modifica dell'algoritmo del suo News Feed nel 2018, ufficialmente presentato come un intervento per migliorare la qualità delle “interazioni” sul social network, in realtà moltiplicò stando agli stessi dati aziendali il contenuto violento, controverso e rabbioso, che genera maggior partecipazione e di conseguenza maggior business.

Una nuova precarietà per Fb?

Fb a Wall Street ha nell’immediato assorbito senza nuovi contraccolpi i j’accuse. Il titolo ha recuperato terreno dopo le perdite nellaseduta precedente. Ma nelle ultimie ore potrebbe essere affiorata una nuova precarietà di più lungo periodo per Fb. Un grave crash tecnico sofferto lunedì e diventato il più protratto nella sua storia, sollevando interrogativi sulla resilienza: per ben cinque ore i suoi servizi, dall'omonimo Facebook a WhatsApp e Instagram e Messanger, sono stati inaccessibili per i 2,76 miliardi di individui e aziende che in media ogni giorno usano un prodotto Fb. Una paralisi spiegata in seguito dall'azienda con un cambiamento effettuato nell'infrastruttura digitale del gruppo che ha interferito con le comunicazioni tra i suoi server. La stessa enfasi su crescita aggressiva e sulla cattura di un pubblico giovanissimo, evidenziata dalla testimonianza di Haugen, secondo gli osservatori potrebbe inoltre tradire debolezza e incognite in arrivo: i timore di una perdita di presa e influenza tra utenti considerati essenziali, che sembra oggi filtrare dai dati nonostante le dimensioni dell’azienda.

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