vivissime condoglianze

La tassa su chi spara palle


1' di lettura

E adesso come lo spieghiamo ai figli adolescenti che St3pny non paga le tasse? Che il loro idolo di Minecraft e Fortnite deve al fisco un milione di euro? Hanno letto la notizia sui giornali e hanno subito chiesto: «Ma papà, allora gli influencer sono tutti evasori?». E i papà, con il cuore in mano, hanno dovuto difenderlo. Proprio così, i papà che odiano gli YouTuber e tutti quelli che fanno le faccette quando giocano ai videogame. Li odiano tutti, dal primo all’ultimo. Figuriamoci Stefano Lepri, alias St3pny. Il peggiore di tutti. Andate a vederlo su internet. È quello che mangia due chili di yogurt davanti alla telecamera, che si fa riprendere mentre spara palle di vernice e ride a vanvera con i suoi amici Mates. Tocca difenderlo perché St3pny non è il mostro descritto sui giornali. St3pny non ha evaso tasse per un milione di euro, ma l’Iva per 400mila euro. La Guardia di Finanza non ha denunciato il baby evasore, ma gli ha fatto solo una multa in considerazione del fatto che, fra le fattispecie di lavoro autonomo, il lavoro di St3pny non era previsto. I papà hanno spiegato ai figli che l’influencer, di solito, è gestito da società. Che qualcuno avrebbe dovuto spiegargli che l’Iva si paga. E che anche gli evasori, quelli veri, sono altri. Insomma, i papà l’hanno dovuto difendere. E gli è costato. Ma una buona notizia c’è. Lo YouTuber è ufficialmente una professione. E quindi, adesso, non ci sono più scuse. Pagherete caro, pagherete tutto.

(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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