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La Tate chiude la gestione operativa 2018-19 in rosso

di Maria Adelaide Marchesoni


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Tate Modern

2' di lettura

La gestione operativa della Tate dell'attività caratteristica del 2018-19 si chiude con una perdita di 8,7 milioni di sterline rispetto al pareggio dell'anno precedente. Le cause vanno ricercate in una diminuzione dei proventi da raccolta fondi rispetto al 2017-18 che riflette il completamento dell'importante programma di capitale della Tate Modern e della Tate St Ives.

I proventi operativi. Nella gestione 2018-19 Tate ha generato risorse proprie per 103,9 milioni di sterline (110,7 milioni nel 2017-18) derivanti 10,8 milioni dalla biglietteria (10,9 milioni nel 2017-18), 39 milioni dalle attività commerciali stabili, 32 milioni dal fundraising, in calo dai 34,3 della gestione precedente, 10,8 milioni dalle donazioni per acquisto opere d'arte, in riduzione del 32% dai circa 16 milioni di sterline dello scorso anno e 10,9 milioni di sterline da altri proventi stabili. In totale i proventi operativi hanno raggiunto 142 milioni di sterline (149,1 milioni nel 2017-18) e comprendono 37,5 milioni di contributi governativi (38 milioni di sterline nel 2017-18) che si compongono per 35,1 milioni di sterline della sovvenzione per la gestione corrente stabile e per 2,4 sterline per quella in conto capitale, utilizzata per sostenere l'acquisto e la manutenzione di immobilizzazioni materiali.

Le spese operative. Gli oneri operativi in crescita a 151,5 milioni da 149,3 milioni del 2017-18 comprendono quelli per la generazione di donazioni e lasciti, i costi commerciali e altri costi, quelli per la gestione degli investimenti e per le attività di beneficenza. Tra i costi 33,7 milioni di sterline (34,6 milioni di nel 2017-18) sono relativi a spese in conto capitale, compresa una svalutazione delle immobilizzazioni di 11,9 milioni relativa ad attività finanziarie, ammontare che non era presenta nella gestione dell'anno precedente. Nell'ultimo anno, Tate ha aggiunto alla Collezione opere d'arte per un valore di 18,1 milioni di sterline (22,5 milioni nel 2017-18). Di questa cifra, 10,8 milioni s sono stati donati da privati, direttamente o in sostituzione di tasse (15,8 milioni nel 2017-18). I finanziamenti per le opere d'arte acquistate provengono da molte fonti, tra cui Art Fund , i membri della Tate, Tate Patrons, Tate International Council, Tate's Acquisition Committees , donatori individuali, fondazioni e reddito autoprodotto.

Gli investimenti mobiliari. Il rendimento degli investimenti nell'anno è stato dell'8% (3,6% nel 2017-18). Al 31 marzo 2019, il fondo di investimento presentava un valore di 15,2 milioni di sterline (14,4 milioni nel 2017-18); costo storico 12,5 milioni di sterline (12,2 milioni nel 2017-18).

Riserve e Fondi. A seguito di una rivalutazione delle immobilizzazioni materiali per 73,0 milioni di sterline la gestione si chiude con un risultato finale portato a nuovo pari a 64,3 milioni e porta il totale riserve e fondi a 1.698.196.000 sterline (1.633.877.000 nel 2017-18).

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