Industria spaziale

La tecnologia italiana di Sitael proteggerà i dati della missione ESA Space Rider

L’azienda italiana si occuperà di sviluppare la memorizzazione dei dati scientifici provenienti da 10 diversi strumenti in attività sul laboratorio robotico dell’Agenzia spaziale europea

di Vincenzo Rutigliano

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2' di lettura

Italiana la tecnologia per la memorizzazione, e la protezione, dei dati scientifici della missione ESA Space Rider, il laboratorio robotico automatizzato, a forma di navetta spaziale, che verrà lanciata con Vega-C nel 2023. A fornirla sarà Sitael spa - l'azienda spaziale che ha sede a Mola di Bari ed è leader mondiale nel settore dei piccoli satelliti – che ha firmato, con Thales Alenia Space Italia (jv tra Thales, al 67%, e Leonardo, al 33%), prime contractor della missione dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), il contratto per lo sviluppo e la fornitura di uno degli elementi chiave di Space Rider, il laboratorio che svolgerà esperimenti scientifici in microgravità.

Il modulo di controllo, elaborazione, gestione ed instradamento dei dati, a bordo del velivolo spaziale, sarà altamente integrato in un dispositivo programmabile e sarà riutilizzabile per almeno 6 voli, in linea con la caratteristica di riutilizzabilità di Space Rider.

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Il nuovo laboratorio spaziale dell'ESA è infatti progettato per rimanere in orbita per 60 giorni, al termine dei quali tornerà sulla terra con i suoi dati ed essere quindi preparato per un nuovo volo. Durante la permanenza nello spazio, all'interno della stiva dello Space Rider si svolgeranno esperimenti di ricerca scientifica in ambito farmaceutico, biomedico, biologico e fisico. In collaborazione con le pmi italiane Intelligentia e IngeniArs, la Sitael - che appartiene al gruppo Angel, holding italiana leader mondiale nei mercati railway, aerospazio, aeronautica, IoT - si occuperà di sviluppare la memoria di bordo (Mass Memory Unit), che consentirà la memorizzazione dei dati scientifici, provenienti da 10 diversi strumenti in attività su Space Rider, proteggendoli dalle radiazioni e dalle temperature estreme che caratterizzano l'ostile ambiente spaziale.

In tema di protezione dei dati dalle radiazioni, Sitael aveva sviluppato già nel 2016, per ESA, la prima tecnologia adottando il protocollo di comunicazione Can (lo stesso utilizzato nell'industria automobilistica) ed i componenti Cots (Commercial off the shelf). E ancora prima aveva fornito, sempre ad ESA, unità di elaborazione e gestione dati con capacità di memoria e unità di potenza per missioni come Solar Orbiter, Juice, Gaia, Copernicus Sentinels.

Sitael è parte di un consorzio industriale europeo, guidato da Thales Alenia Space e Avio, che sta sviluppando le tecnologie per consentire il volo inaugurale nel 2023 e il contributo a Space Rider conferma il peso dell'azienda pugliese nello sviluppo di prodotti per impiego spaziale, come conferma, recentemente, anche il progetto Platino dell'Asi, in cui è a capo di un team italiano per una piattaforma satellitare multi-missione completamente elettrica.

Sitael fornisce infine apparati elettronici che sono il cuore delle principali missioni spaziali in corso e del futuro: Cosmo seconda generazione, Copernicus, Meteosat di terza generazione, Juice.«Siamo molto soddisfatti della partecipazione al programma Space Rider – sottolinea Chiara Pertosa, presidente di Sitael. Abbiamo cominciato a lavorare su questa opportunità già nel lontano 2019, e siamo al fianco di Thales Alenia Space e Avio, ma anche di molte Pmi italiane che collaborano, in modo proficuo, allo sviluppo del panorama spaziale del Paese».

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