Games

«La tecnologia non è un fine, più del cloud conta l’abilità di creare videogiochi»

Parla Jim Ryan, numero uno di Playstation il giorno del debutto europeo di Playstation 5. Ecco come andrà a finire la console war.

di Luca Tremolada

default onloading pic

Parla Jim Ryan, numero uno di Playstation il giorno del debutto europeo di Playstation 5. Ecco come andrà a finire la console war.


4' di lettura

Se c'è una industria che opera nel digitale che uscirà forse indenne dalla pandemia, magari rafforzata ma sicuramente geneticamente mutata è proprio quella del videogioco. La prova del nove c’è subito. Oggi Playstation 5 debutta sul mercato europeo a nove giorni di distanza da Xbox Series X, la macchina da gioco della rivale Microsoft. Il cambio di generazione delle console domestiche che avviene ogni sette-dieci anni quest'anno avviene in coincidenza con la più grande recessione dal dopoguerra.

«Sono tempi difficili – commenta al Sole 24 Ore Jim Ryan, numero uno di Playstation -. Quello che è accaduto alla nostra industria non ha precedenti. Molte persone per le restrizioni legate al lockdown sono rimaste a casa. Le console Playstation in primavera è diventata anche un mezzo per comunicare, per restare in contatto. Con la seconda ondata questa situazione si protrarrà anche nella prima parte del 2021».

Loading...
PlayHasNoLimits PS5

Il presidente e Ceo di Sony Interactive Entertainment spiega che un segnale della comprensione del momento è rappresentato dalla scelta portare sul mercato anche una console “all digital”, una versione di Ps5 senza disco ottico allo stesso prezzo di lancio di Playstation 4 sette anni fa (399 euro ndr).Tuttavia, le incognite restano, come appunto la capacità di spesa delle famiglie. La forchetta di prezzo delle nuove macchine da gioco varia in questa generazione da 4 a 500 euro. Poi alla spesa ci devi aggiungere un eventuale abbonamento per lo streaming o per il digital download. E poi ci sono i giochi che per Ps5 e Xbox Series X costeranno in media dieci euro in più

Le incognite della Next-gen

Peraltro, su questo Natale non pesa solo la bassa propensione al consumo. Come ha sottolineato anche dalla stampa specializzata quest’anno a manca un effetto wow legato alle tecnologie (a meno di possedere un televisore 4k). Microsoft ha scommesso fin da subito su Game Pass e retrocompatibilità, quindi su forme di abbonamento all-you-can-eat sul modello Netflix, portando avanti la sua filosofia legata ai servizi. Playstation ha invece adottato un approccio più tradizionale incentrato sul gioco.

«In realtà – precisa Jim Ryan – ogni generazione di nuove console cresce in potenza e capacità di offrire effetti grafici più fotorealistici. Nel nostro caso offriamo una tecnologia chiamata Tempest 3D AudioTech che porta su Playstation il suono in 3D. E poi c’è il feedback aptico che aggiunge una nuova dimensione sensoriale. Sono convinto che la tecnologia da sola non sia mai stata interessante per la nostra community, lo diventa quando si manifesta nei giochi e nella possibilità di abilitare nuove forme di gioco».

Ad ogni modo ci vorrà ancora tempo per vedere qualche cosa di veramente nuovo. Come del resto conferma lo stesso capo di Playstation: «Quando guardo indietro vedo successi come Uncharted e God of War. Ci sono voluti tre o quattro anni per mettere a terra questi capolavori. Accadrà lo stesso con Playstation 5».

Con il nuovo controller Playstation punta a un pubblico più giovane

Un primo segnale arriva proprio da Astro’s Playroom ( di cui abbiamo parlato qui ) che ha il merito di mostrare alcune potenzialità del nuovo controller. Gli ingegneri di Playstation sono riusciti a federare una serie di tecnologie sensoriali che avevamo già visto per esempio su Xbox One con gli Impulse Trigger o su Nintendo Switch con il Rumble Hd. La vibrazione all'interno del controller diventa un pezzo del gameplay. «Un gioco come Astro's Playroom che appunto sfrutta le potenzialità del controller non sarebbe mai nato sette anni fa, questo per ribadire il salto in avanti di questa generazione. E i segnali che stanno arrivando ci incoraggiano perché indicano come sia allargato le “spread” demografico». Come dire, i padri gamer passano la passione ai figli e così aumenta il pubblico.

Come è cambiata la console war? 

La console war quest’anno è cambiata. Nuovi attori come Amazon e Google, vecchi rivali come Microsoft stanno puntando sempre di più su quello che sanno fare meglio: offrire servizi di cloud computing, vale dire distribuire risorse, software e servizi attraverso internet. I videogiochi in questo senso sono un contenuto che sta assumendo sempre più valore e popolarità.

«Certamente - commenta - Google, Amazon hanno soldi e conoscenze sui data-center superiori alle nostre. Noi infatti siamo in partenrship con Microsft e utilizziamo il loro servizi cloud per offrire anche noi giochi in streaming con il nostro servizio di Playstation Now». Ma per noi sono dei fornitori, lascia intendere Ryan, «parliamo con tutti i cloud provider, in base alle nostre esigenze di mercato». Come dire, la tecnologia come i servizi di cloud servono per distribuire contenuti, il cuore dell’esperienza è e resta il gaming. «Lo streaming così come le forme di abbonamento avranno un ruolo centrale nei prossimi anni. Quello a cui stiamo assistendo è a un processo di trasformazione. Pensiamo al rapporto tra le vendite nei negozi e quelle online. In Italia alcune zone sono state contraddistinte per bassa adozione di vendite online. Fino a pochi anni nel mondo il rapporto tra digitale e fisico era 50 a 50, oggi due terzi dei gamer comprano online. Ogni anno assistiamo a un 4-5% di spostamento verso il digitale. Quest’anno poi complice il lockdown registriamo una rapida accelerazione.Tuttavia, speriamo presto, i negozi riapriranno. Difficile prevedere cosa accadrà tra due o tre anni, se il consumo sarà solo in streaming o se resterà una fetta di pubblico che continuerà a preferire l’acquisto del videogioco su supporto fisico». «Quando un giocatore diventa digitale tende a restare digitale - conclude -. Il nostro lavoro è naturalmente quello di offrire a tutte ogni possibilità di accedere al nostro ecosistema».

Il ruolo dell’ecosistema Sony

Indubbiamente però oltre al modello distributivo conterà proprio l’ecosistema. Nel caso di Microsoft l’offerta spazia dai giochi per pc allo streaming su smartphone. Nel caso di Playstation invece per ora sembra più incentrata sulla lunga esperienza in questa industria e anche sulle sinergie che può mettere in campo con le aziende del Gruppo Sony. «L’ecosistema è centrale per Playstation. Pensate al franchise di successo Uncharted di Naugty Dog. A breve (a marzo ndr) uscirà il film. O alla partnership con Travis Scott che ha tenuto su Fortnite il più grande concerto della storia del videogico. Oltre a essere un vero gamer è diventato “strategic creative partner” di PlayStation». Come dire, la risposta di Playstation ai tecnici del cloud non può che passare dalle proprietà intellettuali, dagli artisti, dal cinema e dal gaming. Tra due o tre anni sapremo chi ha davvero vinto la console war.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti