Partership

La tecnologia Suzuki migliora con Toyota

Gli effetti dell'accordo

di Massimo Mambretti


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Ibrido light. L'ultima generazione di Swift, migliorata nei contenuti rispetto al passato e disponibile anche con motorizzazione mild hybrid 

1' di lettura

Suzuki pur pur nell sue limitate dimensioni industriali è un marchio che punta molto sulle tecnologie d’avanguardia e che emana un indiscusso appeal. Il primo fattore, a volte non troppo considerato in Europa data la diffusione a macchia di leopardo delle auto che inalberano la «Grande S», è innegabile, specie considerando che qualche settimana fa ha ispirato un ulteriore passo avanti della collaborazione con il colosso Toyota. Si tratta di uno scambio azionario che supera l’accordo di collaborazione per lo sviluppo di vetture compatte ed elettrificate, in quanto prevede la ricerca e lo sviluppo di tecnologie d’avanguardia quali la guida autonoma e fortemente assistita.

Il nuovo scenario contagerà l’offerta della Suzuki, così come quella del gruppo Toyota, fra qualche tempo. Nel frattempo, Suzuki si gode il successo riscosso dalla nuova interpretazione del modello più iconico presente nella sua famiglia: il compatto off-road Jimny. Attualmente il piccolo suv è offerto solo con carrozzeria a tre porte e con un motore a benzina di 1,5 litri con 102 cv, tuttavia secondo rumors sempre più insistenti sembra che la Suzuki stia sviluppando versioni presenti anche nelle generazioni precedenti come la variante “lunga” con carrozzeria a cinque porte e quella pick-up. L’ampiamento del ventaglio di proposte potrebbe essere accompagnato anche da una riformulazione di quello dei motori. In altri termini, anche la famiglia della Jimny potrebbe adottare unità mild-hybrid, proprio come tutte le attuali consanguinee che devono anche a questa tecnologia la crescita della loro popolarità.

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