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La terza vita di Second Life sarà nel metaverso. Philip Rosedale ci ripensa 

Philip Rosedale fondatore di Second Life torna a investire nel mondo virtuale che ha abbandonato 14 anni fa

di L.Tre.

2' di lettura

Second Life, la piattaforma di comunicazione divenuta famosa agli inizi degli anni duemila, potrebbe tornare nel metaverso. La notizia era nelle cose vista il successo di marketing e di pubblico che sta riscuotendo la parola metaverso. Tuttavia non si tratta di una notizia ma di un ripensamento di Philip Rosedale fondatore di Second Life. “Nessuno si è avvicinato alla costruzione di un mondo virtuale come Second Life”, ha detto Rosedale in un comunicato stampa. “I Big tech offrendo visori di realtà virtuale e costruendo un metaverso sulle loro piattaforme commerciali basate sulla pubblicità non creeranno un’unica utopia digitale magica per tutti. Second Life è riuscita a creare un’esperienza positiva e arricchente per i suoi residenti, con spazio per altri milioni di persone a cui partecipare, e allo stesso tempo ha costruito una fiorente attività basata su abbonamenti. I mondi virtuali non devono necessariamente essere distopie». Come dire, noi eravamo visionari, loro stanno cercando solo di fare soldi. E forse ha anche ragione.

Ma Philip Rosedale è stato il primo a non credere nel suo mondo virtuale. Oggi è fuori da Second Life. Anzi, lo è dal 2008, a cinque anni dal suo lancio. Nel 2013 aveva fondato High Fidelity, società non fortunatissima visti i risultati incentrata su una piattaforma in realtà virtuale di nuova generazione, con avatar molto realistici, audio 3D e una vera economia basata sulla blockchain. La notizia è che High Fidelity ha investito nei Linden Lab. Ha venduto alcune delle sue risorse, inclusi numerosi dipendenti e brevetti, a Linden Lab e starebbe anche effettuando un investimento in contanti. Rosedale diventerà strategic advisor dei Linden Lab, ma rimarrà nel consiglio di amministrazione di High Fidelity. Rosedale lavorerà quindi con il presidente esecutivo di Linden Lab Brad Oberwager. L’accordo include brevetti di calcolo distribuito. In pratica il tentativo è quello di trasformare Second Life in un’applicazione metaverse più popolare. Buona fortuna.

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