FILIERA

La torinese Bitron al lavoro sulle colonnine di ricarica

La multinazionale pocket punta sull'elettronica di potenza per l'automotive

di Filomena Greco


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Una colonnina in fase di sviluppo nello stabilimento Bitron

2' di lettura

La Bitron lavora nell’elettronica dal 1969. E da sempre è un’azienda fortemente diversificata. Per la multinazionale piemontese “pocket” a conduzione familiare – con 6.650addetti, 15 stabilimenti e un giro d’affari che quest’anno potrebbe superare il miliardo di euro – il settore automotive pesa poco più del 30% dei ricavi. La transizione verso la mobilità elettrica, duque, li coinvolge in prima persona. «In particolare – spiega Riccardo Fontana, direttore vendite e marketing sistemi ricarica – ci interessa molto il mondo dei sistemi di ricarica per i veicoli, una tecnologia importante per la sostenibilità e l’affidabilità della mobilità elettrica». L’obiettivo è sviluppare nei prossimi mesi un prodotto a marchio Bitron e specializzarsi sui componenti. «Il settore è quello dell’elettronica di potenza – aggiunge Fontana – e nel processo evolutivo della Bitron questoè un settore chiave perché riguarda tanto i nuovi sistemi di trazione del veicolo quanto la tecnologia per la ricarica». Bitron è al lavoro su un sistema di ricarica modulare, adatto tanto alle lunghe percorrenze, per le fasce di mercato più alte, quanto alle soluzioni più domestiche, da parcheggio, a seconda che si tratti di ricariche in corrente continua, dunque veloci, o di ricariche lente.

Bitron lavora sui sistemi di ricarica elettrica dal 2013 mentre la nuova frontiera sarà quella dei componenti per il powertrain elettrico. In questo settore saranno i grandi come Bosch o Continental a dettare le regole, Bitron punta a ritagliarsi un ruolo come fornitori di componenti. Il motore elettrico di fatto rivoluziona l’elettronica a bordo del veicolo e massimizza l’uso degli inverter: non ci saranno più tasti se non l’alzavetri e la memoria sedili – «e fortunatamente noi produciamo entrambi i componenti» dice Fontana – resterà un tablet di bordo e un interfaccia con l’auto completamente rivoluzionato.

L’azienda dunque guarda al futuro e riorganizza sia la struttura manageriale che le funzioni di ricerca e sviluppo per intercettare la transizione verso l’e-mobility: «Ci siamo dotati, all’interno della divisione elettronica, di un ufficio commerciale dedicato ai sistemi di ricarica, accanto alla parte di ricerca e sviluppo che abbiamo potenziato». Bitron in particolare ha aperto a Salerno un Centro di ricerca e sviluppo, che si occuperà di automotive e di elettronica di potenza, in collaborazione con l’Università di Salerno. Anche la sede principale di Grugliasco è stata ampliata, con la realizzazione di una nuova palazzina dotata di laboratori e che possa ospitare l’headquarter della divisione elettronica. In totale sono 300 gli ingegneri Bitron a lavoro sull’elettronica, una parte dei quali focalizzati sull’automotive.

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