istruzione post-diploma

La Toscana investe sugli Its: la nuova frontiera è la moda

Presso la Mita-made in Italy Tuscany Academy nasce il corso per tecnici di filatura

di Silvia Pieraccini


default onloading pic
Nel triennio 2019-2021 ci sarà una richiesta di circa 6mila posti di lavoro nel comparto moda

2' di lettura

Aumenta l’offerta di Its della Toscana, ma soprattutto aumenta la conoscenza di questi percorsi di alta formazione post-diploma da parte degli studenti e delle famiglie. Lo conferma il sondaggio online promosso nelle scorse settimane dal gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Toscana – in occasione della giornata Orienta-to – cui hanno risposto 347 studenti delle scuole superiori: il 68% ha detto di conoscere gli Its, un dato più elevato di quello raggiunto dalle scuole di specializzazione (49%) e dai master (51%). L’università ha conquistato un tasso di conoscenza dell'89%.

A migliorare la diffusione degli Its è stata l’azione di comunicazione avviata dalle sette Fondazioni toscane che li gestiscono, ma anche dalla Regione e da Confindustria che li considera strumento strategico per colmare il gap di figure tecniche che si sta delineando all’orizzonte. «Nel triennio 2019-2021 – spiega la presidente dei Giovani industriali toscani, Eleonora Anselmi – ci sarà una richiesta di circa seimila posti di lavoro nel comparto moda, quattromila addetti nella meccanica e altri quattromila nell'indotto ingegneristico. Gli Its danno una marcia in più e possono aiutare a riempire questi posti».

Soprattutto perché i corsi Its si adattano alle esigenze del mercato: il fatto che tra i soci delle Fondazioni ci siano le aziende private, accanto alle istituzioni pubbliche, è fondamentale per delineare i fabbisogni lavorativi. L’offerta degli Its toscani – 525 posti quest’anno nei 21 corsi biennali o triennali finanziati da Regione e Governo – si sta dunque modellando sulle necessità del sistema economico e in particolare dei distretti industriali, dalla moda alla nautica, dall’orafo alla farmaceutica, dalla meccanica al turismo, dalla carta fino all’agroalimentare e all’energia.

Il Mita (made in Italy Tuscany Academy), una delle Fondazioni più grandi e più attive della Toscana, ha introdotto quest’anno il corso per tecnico di filatura, nobilitazione e controllo qualità per il settore moda, invocato da tempo dal distretto tessile di Prato. Sempre al Mita debutta il corso per tecnico addetto allo sviluppo dell’abbigliamento in pelle, mentre l’Its Vita ha varato il corso Byte19 per tecnico superiore per lo sviluppo dei sistemi informativi aziendali. Originale è il corso per comandanti di nave della Fondazione Isyl che si tiene a Viareggio, e che permette di acquisire (anche) il patentino internazionale facendo un anno di tirocinio su una barca che (solo qui) può essere anche privata, in virtù della presenza del forte distretto produttivo dei maxi yacht.

Sugli Its la Regione Toscana ha deciso di investire forti risorse, attingendo ai fondi europei: dal 2014 a oggi ha investito più di 20 milioni di euro (di cui 4,3 nell’anno formativo appena cominciato). Resta il problema della percezione come “scuola di serie B”, nonostante il tasso di occupazione sfiori l’80% a sei mesi dalla conclusione del corso. È (anche) per aumentare il valore percepito della formazione Its, che gran parte delle Fondazioni toscane (Eat, Mita, Tab, Prime e Isyl) hanno scelto di far pagare agli studenti una retta di 500 euro all’anno, 1.000 euro per l’intero biennio. Fondazione Vita ha invece mantenuto la gratuità dei percorsi, mentre Fondazione Energia e ambiente restituisce i 1.000 euro pagati dagli studenti al superamento finale del corso.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...