ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOpinioni

La transizione ecologica passa anche da un fisco attento ai comportamenti

Dopo decenni pressoché contraddistinti dalla pace, quest’anno è successo l’impensabile quando è scoppiata la guerra sul suolo europeo

di Gerassimos Thomas

(kokliang1981 - stock.adobe.com)

4' di lettura

Dopo decenni pressoché contraddistinti dalla pace, quest’anno è successo l’impensabile quando è scoppiata la guerra sul suolo europeo. Mentre l’Ucraina è diventata il teatro di una catastrofe umanitaria, il resto del mondo fa i conti con la bieca strumentalizzazione dei prodotti alimentari e delle esportazioni di energia da parte della Russia. La nuova realtà geopolitica ha galvanizzato la determinazione dell’Europa volta ad accelerare la transizione energetica, a sviluppare un’indipendenza strategica e ad alimentare l’ambizione di lottare contro i cambiamenti climatici. L’Ue ha già intrapreso un percorso ben tracciato per affermarsi come leader mondiale nell’azione contro i cambiamenti climatici. Il Green deal propone una combinazione di misure normative, fiscali e di fissazione del prezzo del carbonio per raggiungere i nostri traguardi.

La prima metà del decennio sarà determinante per l’attivazione di tutte le leve di tale combinazione strategica al fine di affrontare la sfida della crisi climatica e della biodiversità. La tassazione può dimostrarsi uno strumento potente per incentivare un mutamento nei comportamenti e contribuire a conseguire gli obiettivi strategici. Nello scorso decennio il calo di circa il 40% nel consumo di tabacco nell’Ue è riconducibile alla tassazione, mentre la netta riduzione dei sacchetti di plastica per la spesa in alcuni Paesi ha fatto seguito all’introduzione di efficaci imposte sulla plastica.

Loading...

Tuttavia, le entrate provenienti da imposte ambientali nell’Ue sono rimaste ferme a un livello molto basso nell’arco dell’ultimo decennio (circa il 2,2 % del Pil nel 2020). Dato l’impatto sui comportamenti e le
entrate potenziali, la tassazione ambientale è uno strumento che dovrebbe essere sfruttato per
sortire effetti maggiori.

Il quadro dell’Ue relativo alle imposte sull’energia, la forma più comune di tassazione ambientale, è stato elaborato negli anni novanta del secolo scorso senza subire alcun aggiornamento dal 2003. Per questo motivo, risulta inadeguato ad accompagnare la transizione energetica nel corso del prossimo decennio. Nel 2021, la Commissione europea ha proposto una forte revisione delle norme, adeguando la modalità di tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità. Le norme proposte riveleranno una maggiore coerenza con la transizione verde, tassando in particolare i combustibili fossili più inquinanti, stimolando il passaggio a combustibili più puliti e meno tassati, tra cui i biocarburanti avanzati o quelli provenienti da fonti rinnovabili. Inoltre, le norme saranno più razionali, con un numero minore di esenzioni per combustibili o impieghi speciali, come ad esempio per l’aviazione e le spedizioni. Nel complesso, le misure fiscali proposte portano avanti la filosofia secondo cui chi inquina deve pagare per i danni cagionati all’ambiente. Allo scopo di evitare un impatto negativo sulla sicurezza energetica e sull’inflazione, sono contemplati periodi di transizione appropriati con l’obiettivo di adeguare il quadro in un decennio.

La transizione non sarà semplice e dovrà avvenire in modo tale da essere giusta per proteggere le persone più vulnerabili. È per questo motivo che le recenti misure di emergenza dell’Ue volte a rispondere alla crisi energetica comprendevano ung contributo di solidarietà da parte del settore dei combustibili fossili e un tetto alle entrate per limitare l’eccesso dei ricavi a favore dei produttori di energia elettrica. Le entrate saranno utilizzate sia per attutire l’impatto della crisi sui nuclei familiari vulnerabili sia per favorire investimenti improntati alla sostenibilità.

Riflettendo sul fabbisogno di entrate del governo nel corso dei prossimi due decenni, esiste la possibilità di intraprendere un’analisi strutturale dei sistemi fiscali nel contesto di altre macrotendenze pertinenti, quali cambiamenti demografici, globalizzazione e digitalizzazione. Al momento, nell’Ue il gettito fiscale derivante dalle imposte sul lavoro e dai contributi sociali rappresenta oltre la metà del gettito fiscale complessivo, mentre le imposte sul capitale costituiscono meno del 20 per cento. Lo spostamento degli oneri fiscali dal lavoro verso i redditi da capitale per rendere i sistemi fiscali più resilienti in periodi contraddistinti da cambiamenti demografici e tecnologici, così come l’intensificazione della lotta contro l’evasione fiscale e l’aggressiva pianificazione fiscale sono strategie ben integrate nella nostra agenda politica. Se da un lato la digitalizzazione e la finanziarizzazione dell’economia accentuano la mobilità delle basi imponibili, dall’altro il coordinamento delle politiche fiscali sarà fondamentale per garantire entrate fiscali sostenibili necessarie agli investimenti in infrastrutture cruciali.

Ritengo che oltre a ciò occorra aumentare l’impiego di imposte comportamentali. Le riforme della tassazione ambientale che riducono l’inquinamento e favoriscono le imprese potrebbero essere uno strumento efficace per promuovere investimenti sostenibili e aiutare ad allontanarci da imposte distorsive. In quest’ottica, è necessario tenere conto dell’ambizione di riuscire almeno a raddoppiare le entrate provenienti dalle imposte ambientali come percentuale del gettito fiscale totale nell’Ue.

È necessario compiere un’analisi solida e lungimirante allo scopo di trovare la giusta miscela di politiche fiscali per un futuro più ecologico e sostenibile. Mentre ci impegniamo ad affrontare le questioni più urgenti del nostro tempo, gettiamo le basi per un futuro più stabile e sostenibile, in cui le politiche fiscali e la loro combinazione assumeranno un ruolo di spicco. Inoltre, dovranno essere attentamente esaminate dai governi al fine di fornire soluzioni corrette a cittadini e imprese, ora e nel futuro. Dobbiamo rimboccarci le maniche, iniziare subito e farlo per bene.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti