Sardegna

La transizione energetica passa per i porti

Una vera e propria rivoluzione per gli scali dell’isola in cui ogni anno transitano più di  5 milioni di passeggeri

di Davide Madeddu

3' di lettura

Energia elettrica in banchina al posto del gasolio. La transizione energetica passa per i porti. E in Sardegna, solo l’Autorità di sistema del mare e dei porti di Sardegna gioca una partita che vale cento milioni di euro. Una vera e propria rivoluzione per gli scali dell’isola in cui ogni anno transitano più di  5 milioni di passeggeri e si registrano circa 15 mila “toccate” tra arrivi e partenze di navi. 

La progettualità

«Noi abbiamo non solo progetti, ma una progettualità importante per elettrificare tutte le banchine passeggeri dei porti sardi - dice Massimo Deiana, presidente dell’Autorità -: che sono Cagliari, Porto Torres, Olbia, Golfo Aranci, Porto Vesme, Santa Teresa Gallura e Arbatax». Dall’elenco dei porti resta escluso, per il momento, quello di Oristano «perché è scalo merci e non passeggeri». 

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Le risorse

Due i filoni seguiti per recuperare le risorse necessarie per portare avanti gli interventi. «Con il Pnrr abbiamo finanziamenti per 72 milioni di euro - argomenta Deiana -. Ovviamente si tratta di progettualità molto importanti che seguiranno gli iter degli interventi». Poi c’è un altro bando, che permette l’erogazione di circa 28 milioni di euro e punta a costruire il cosiddetto green Port. «Nello specifico questo bando - argomenta Deiana - prevede un finanziamento per realizzare opere di efficientamento energetico, riduzione emissioni, elettrificazione mezzi portuali, colonnine elettriche, luci a basso consumo, autoproduzione con fotovoltaici e microeolico». Una sfida, come sottolinea il presidente dell’Autorità, «all’insegna della transizione energetica». 

Il Gnl

In questo scenario si inserisce anche il Gnl che, come sottolineato in diverse occasioni dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, dovrà accompagnare il processo di decarbonizzazione. Nello specifico nell’isola funziona il deposito costiero di Oristano e poi sono in progetti per la realizzazione di altre strutture. 

Orizzonte 2030

A guardare con attenzione verso il sistema di elettrificazione del sistema portuale della Sardegna c’è l’Enel che, come chiarisce Sonia Sandei, responsabile Elettrificazione di Enel Italia, alla scadenza del 2030 «punta a realizzare un’isola green dal punto di vista energetico, con un’accelerazione sulle rinnovabili, in un percorso complessivo che attiverebbe investimenti per circa 15 miliardi di euro, con interventi di efficienza energetica su edifici (2 miliardi), mobilità (8 miliardi) e rinnovabili e accumuli (5 miliardi In questo processo di elettrificazione, che include consumi finali, usi industriali e mobilità, rientra anche il capitolo del trasporto pubblico e quello dei porti».

Dal green port alle navi

 Non solo:  «Pensiamo all’alimentazione delle navi attraverso l’energia elettrica, il cosiddetto “cold ironing” - aggiunge – e alle infrastrutture necessarie per attivare questo processo, ma anche al progetto dei Green Port». Idea che non si limita solamente ai porti più grandi ma punta ad avere un raggio d’azione più ampio. «Ci sono tutte le piccole marine che possono essere elettrificate, creando un percorso virtuoso che porta all’abbattimento delle emissioni ». 

L’efficientamento energetico

E poi gli altri interventi che passano per l’efficientamento energetico delle strutture, «dall’installazione di impianti fotovoltaici sul tetto all’illuminazione a Led, continuando con mezzi elettrici utilizzati dai terminalisti per lo spostamento di persone o per la movimentazione dei container»

I piccoli porti e le nuove opportunità

Nel panorama portuale c’è già chi ha intrapreso la strada per l’elettrificazione delle banchine. È il caso della Marina di Portisco dove, come sottolinea Pasquale Taula, azionista e componente del Cda, sono già presenti le colonnine elettriche che possono alimentare «eventuali» imbarcazioni a propulsione elettrica. «Una possibile maggior richiesta in futuro potrà essere assorbita con un potenziamento delle stazioni presenti in ogni posto barca del Marina - dice -.  Ad oggi l’energia acquistata proviene, per l’84%, da produzioni Green in Scandinavia. Il Marina osserva con attenzione l’evoluzione tecnologica pronta ad adeguare le infrastrutture in linea con le esigenze del mercato». 

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