la multinazionale elvetica

La transizione di Nestlé: venderà la sua quota in L’Oréal?

di Lino Terlizzi

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(Agf)


2' di lettura

LUGANO – Il titolo Nestlé oggi a Zurigo è in leggero rialzo (+0,1%), ma la forte discesa di ieri (-2,1%), giorno dell’annuncio dei risultati 2017, ha lasciato il segno. Il fatto è che sulla piazza svizzera la multinazionale elvetica dell’alimentare è chiaramente un peso massimo e gli interrogativi sulla fase di transizione che sta attraversando occupano una parte rilevante della scena. Da una parte ci sono appunto i dati 2017, sempre rilevanti ma inferiori alle attese, dall'altra c'è la questione della quota che Nestlé da decenni detiene nella francese l'Oréal, gigante dei cosmetici, la cui destinazione rimane incerta.

Cominciando da quest'ultima, bisogna dire che il vertice Nestlé ieri ha affermato nell'ordine: che il patto con la famiglia Bettencourt, maggior azionista di L'Oréal, non sarà rinnovato e scadrà quindi come previsto il 21 marzo prossimo; che non aumenterà la sua quota; che manterrà relazioni costruttive con i Bettencourt. Resta il punto interrogativo su un capitolo non secondario: Nestlé venderà la quota? I numeri in campo sono importanti, Nestlé possiede infatti il 23% di L'Oréal, che viene valutato 22,6 miliardi di euro. I Bettencourt detengono il 33% e il patto che risale agli anni Settanta obbligava sin qui le parti a non aumentare le partecipazioni. Il 21 marzo saranno sei mesi dalla morte di Liliane Bettencourt, che ha avuto a lungo il timone, e come previsto le parti saranno libere.

Nelle settimane scorse Jean-Paul Agon, ceo di L'Oréal, ha affermato che il gruppo francese è pronto ad acquistare la quota di Nestlé, finanziando l'operazione eventualmente con la liquidità, con un prestito e con la cessione nel caso del 9% di Sanofi. D'altro canto Nestlé, ora guidata dal ceo Mark Schneider, proveniente dal settore medicale, sembra sempre più orientata ad ampliare la sua presenza nei prodotti definiti più salutisti e a ridurla in alcuni prodotti più tradizionali (recentemente ha ceduto attività negli snack dolci Usa all'italiana Ferrero) e nei prodotti non legati alle sue filiere centrali; inoltre, il fondo attivista Third Point ha chiesto ripetutamente al vertice Nestlé di cedere la quota ne L'Oréal, per incassare risorse da destinare ai core business. Molti elementi giocano dunque a favore della cessione della quota, ma intanto l'incertezza per ora rimane.

Tornando al primo punto, cioè ai risultati 2017, Nestlé ha registrato nell'esercizio appena chiuso un fatturato in crescita dello 0,4%, a 89,8 miliardi di franchi (78 miliardi di euro); l'utile netto è invece sceso del 15,8% a 7,2 miliardi di franchi (6,3 miliardi di euro), anche a causa di oneri di ristrutturazione e ammortamenti. Le cifre restano ragguardevoli, è chiaro, ma analisti ed operatori si aspettavano qualcosa di più, soprattutto sul versante dell'utile. E qui la questione dell'utile torna ad intrecciarsi con quella de L'Oréal, perché sulla piazza elvetica resta in molti l'impressione che Nestlé debba in effetti risolvere la vicenda e ampliare quindi le risorse per i suoi business centrali. L'Oréal, per la cronaca, nel 2017 ha realizzato un fatturato di 26 miliardi di euro (+0,7%) e un utile di 3,5 miliardi di euro (+15%). La vicenda è quindi quella di una quota che continua in teoria a ballare tra due colossi, uno dell'alimentare e uno dei cosmetici.

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