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La trasformazione digitale in campo industriale è a rischio in un’azienda su due

Le aree critiche sono data science, implementazione e sviluppo delle soluzioni dell’Internet of Things e operazioni legate all’uso di sistemi robotici

di Gianni Rusconi

(AFP)

2' di lettura

La convergenza fra l’informatica “pura” e le operational technologies, e quindi l’insieme di strumenti hardware e software per monitorare e controllare processi (dispositivi) e infrastrutture, è una tematica da anni al centro del dibattito che ruota intorno al paradigma di Industria 4.0 e al concetto di trasformazione digitale. Una tematica che torna ancora una volta sotto i riflettori grazie a una ricerca condotta per conto di Hitachi Vantara da 451 Research (una divisione di S&P Global Market Intelligence) su un campione di oltre 600 professionisti di aziende con più di 500 dipendenti attive su scala globale nel settore dei trasporti, dei servizi pubblici, dell’energia e del manufacturing.

L’assunto della ricerca è, nella sua sostanza, preoccupante, perché a lanciare l’allarme sono proprio i leader delle funzioni It e Ot: la carenza di competenze in ambito IoT (Internet of Things), nella data science e nella robotica sta mettendo a rischio le iniziative di innovazione di una buona fetta delle aziende oggetto di indagine. Fra certezze e preoccupazioni, la dicotomia che emerge è ben riassunta da due indicatori: mentre il 100% delle organizzazioni si sta impegnando o sta pianificando progetti di trasformazione digitale per i propri processi interni o per la propria filiera, mediamente più del 50% ha dichiarato di non avere competenze sufficienti in specifiche aree chiave.

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Le carenze più critiche sono per l’appunto quelle relative alla data science (intesa come intelligenza artificiale, machine learning e capacità di analytics), all’implementazione e allo sviluppo delle soluzioni dell’Internet of Things e alle operazioni legate all’uso di sistemi robotici. Mancando le skill necessarie, si legge ancora nello studio, vengono meno i progetti legati all’adozione delle nuove tecnologie (per l’Iot questa situazione si manifesta nel 37% dei casi).

C’è, per contro, una buona notizia che riguarda la convergenza It-Ot. Se in passato era considerata un potenziale ostacolo alle iniziative di trasformazione digitale e di Industria 4.0, oggi il 95% degli intervistati conferma come i due reparti stiano collaborando in maniera positiva, anche sotto l’aspetto della sicurezza.

Chi guida in azienda il percorso di trasformazione digitale, e torniamo nel campo delle dicotomie, rivela invece priorità contrastanti e in (apparente) competizione tra loro: se l’ottimizzazione dei processi di business e delle operation è il driver principale della trasformazione, molto importanti sono considerati anche fattori quali la riduzione dei rischi, la fidelizzazione dei dipendenti e anche le pratiche relative ai requisiti ESG (Environmental, Social, Governance).

“Il potenziale del digitale per la creazione di valore per la società, l’ambiente e le economie - ha osservato in proposito Sid Sharma, IoT Practice Leader di Hitachi Vantara - dipenderanno dalla velocità con cui alcuni settori industriali riusciranno a preparare la propria forza lavoro per il cloud, la cybersecurity, il 5G, l’intelligenza artificiale, l’Internet delle cose”. Se di trasformazione si deve parlare, insomma, le competenze sono il primo pezzo del puzzle da posare.

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