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La trasformazione digitale fallisce senza comunicazione interna

Sarà sempre più importante definire strategie e adottare strumenti di comunicazione interna capaci di valorizzare il coinvolgimento dei dipendenti

di Manuele Ceschia *

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Sarà sempre più importante definire strategie e adottare strumenti di comunicazione interna capaci di valorizzare il coinvolgimento dei dipendenti


3' di lettura

Uno degli aspetti maggiormente sottovalutati dei progetti di trasformazione digitale avviati da molte aziende è rappresentato dal loro impatto sulle dinamiche di comunicazione interna. Nella maggior parte dei casi, l’introduzione all’interno di un’organizzazione di nuove tecnologie, così come l’attivazione di nuovi processi operativi, ha come risultato diretto una circolazione più veloce delle informazioni al suo interno.

Prevedere questa accelerazione, capire come si riverbererà sulle persone coinvolte e comprendere se effettivamente una funzione aziendale, al di là del salto tecnologico che si appresta a fare, è in grado di sopportare un maggiore volume di informazioni, è una sfida che spesso non viene tenuta nella giusta considerazione. La gestione di un numero crescente di informazioni è un aspetto direttamente collegato alla sfera cognitiva di un individuo e non è (solo) correlata con gli strumenti che questi ha a disposizione per gestire quelle informazioni.

A questo aspetto, poi, va aggiunto che la ripetitività di certe mansioni si traduce anche in un consolidamento relativo alla quantità di relazioni e informazioni elaborate: aumentarne il volume o anche solo velocizzarne la loro dinamica non è un fattore trascurabile. Al contempo altre trasformazioni, collegate alle modalità di lavoro, stanno invece modificando gli assetti organizzativi: è il caso, per esempio, dello smart working, ormai adottato con sempre maggiore frequenza da un numero crescente di imprese; o, ancora, è il caso dell’introduzione degli orari flessibili, in ingresso e in uscita.

Il risultato è che team fino a poco tempo caratterizzati da un loro preciso profilo oggi vedano la propria conformazione mutare a seconda di una presenza fisica variabile dei loro componenti. In altre parole, da un lato la trasformazione digitale accelera il trasferimento delle informazioni; dall’altro, i nuovi modelli di lavoro ci rendono più autonomi nella gestione della relazione con l’azienda e i colleghi.

Il risultato di questa combinazione, in termini di comunicazione interna, è un incremento esponenziale della complessità e di una certa imprevedibilità del contesto lavorativo che non può più essere lasciata al caso. Non è un caso, infatti, se stanno aumentando le opportunità che le aziende offrono per entrare a far parte – se non addirittura per costituire ex novo – dei loro team di comunicazione interna o se un numero crescente di agenzie di consulenza sta mettendo a punto un’offerta dedicata a questo specifico ambito. Un ambito che è destinato a non essere più necessariamente ricompreso nella funzione delle Risorse umane.

Piuttosto, la comunicazione interna sarà destinata a collocarsi sempre più come area di lavoro trasversale: se fino a qualche anno fa, infatti, era associata con il trasferimento di informazioni di servizio all’interno delle aziende, ora la comunicazione interna è lo strumento per far circolare conoscenze e contenuti sempre più collegati con il business dell’azienda. A questo, poi, si aggiunge anche l’esigenza di favorire il coinvolgimento di dipendenti e collaboratori che misurano sempre di più la qualità della dimensione lavorativa nella quale sono immersi mettendola in relazione alle loro aspettative di sviluppo personale.

In questa prospettiva, sarà sempre più importante definire strategie e adottare strumenti di comunicazione interna capaci di valorizzare il coinvolgimento personale dei dipendenti per farli sentire parte di un progetto aziendale nel quale possano riconoscersi, anche perché il confine tra lavoro e vita privata è sempre più labile. Un punto, quest’ultimo, sempre più rilevante anche nell’ottica di attrarre nuovi talenti e trattenerli. Questo nuovo approccio non può non partire proprio dal singolo dipendente: se un’azienda accetta di ripensare se stessa affrontando un percorso di trasformazione digitale allora è fondamentale che accetti anche di rafforzare il rapporto di fiducia con i suoi collaboratori, rendendoli protagonisti dei processi di comunicazione interna.

Per dare concretezza a questa nuova relazione tra azienda e dipendente è necessario abilitare realmente quest’ultimo ai processi di comunicazione interna, evitando di correre il rischio paradossale di dotare i propri uffici di costosi software innovativi, ma non di una semplice (e non per forza costosa) piattaforma digitale per far dialogare tra loro le persone. Se davvero le aziende sono convinte del primato dell’uomo sulla macchina, è proprio investendo sul facilitare e migliorare le relazioni tra le persone che lo possono dimostrare.

* Ceo e founder di MyNet

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