CREATO PER AUDI

La trasformazione dei prodotti è anche quella della società

La trasformazione dei prodotti è anche quella della società

3' di lettura

Immaginare il futuro: quando occorre ripensare ai propri prodotti, le imprese stanno disegnando la scommessa su loro stesse per gli anni a venire. E nei tempi in cui in gioco è il benessere dell'intera collettività - minacciato dal riscaldamento globale e dal crescente inquinamento - non basta più “ascoltare il mercato” per guidare il cambiamento.

Le aziende, da sempre parte attiva della società, sono chiamate a un ruolo da protagonista nel rappresentare i valori cui i consumatori, finali o intermedi, fanno riferimento quando scelgono l'acquisto di un bene. Un' impresa - i suoi prodotti e servizi, i suoi processi e la sua missione - può dirsi sostenibile solo se rimette in gioco il significato e la modalità con cui si pone sul mercato, vende, cresce e compete.

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Rimettere al centro della strategia la persona, sia come singolo individuo che l'intera collettività, è un'esigenza della grande così come della piccola azienda. Valutare gli impatti sull'ambiente e sulle comunità non solo della produzione industriale, ma anche dell'uso e della gestione corretta del bene a fine ciclo vita richiede un forte investimento in una competenza che è abbondante nell' imprenditore lungimirante e di successo: la creatività.

Il processo creativo che nasce da una riflessione profonda sugli impatti sociali e ambientali delle nostre attività può essere stimolato anche guardando a cosa fanno le grandi aziende quando si trovano davanti alle stesse sfide.

Un caso globale di eccellenza è Audi. L'azienda tedesca sta evolvendo costantemente non solo i propri prodotti, ma anche la propria missione come azienda. Non più “semplice” costruttore di automobili, ma fornitore di servizi per la mobilità sostenibile. La produzione di vetture, quindi, non è più lo scopo ultimo della casa dei quattro anelli, ma un mezzo – ancora il principale, ma non l'unico – per migliorare radicalmente il nostro modo di spostarci.

L'ambizione, che solo una visione coraggiosa di lungo periodo può sostenere, è quella di guidare il cambiamento sociale verso un futuro in cui la soddisfazione dei bisogni delle persone non sia confliggente con il rispetto del delicato equilibrio ambientale del pianeta.

Il punto di partenza è tuttavia guardare dentro la propria casa. Per produrre beni e servizi sostenibili è infatti fondamentale approcciare una versione integrale che applichi gli stessi principi anche alle modalità con cui questi vengono generati. E anche se il contesto e i processi produttivi che stanno dentro e dietro il prodotto finale non sono immediatamente percepibili dal cliente, essi costituiscono in ogni caso il cuore che la nuova missione di ruolo impone. La promessa, in questo caso, è la completa ristrutturazione dell'intera filiera affinché diventi carbon neutral il prima possibile e, in ogni caso questo obiettivo andrà raggiunto al 100% entro il 2050. Audi ha deciso di non delegare questa attività né trasferirla sui partner. È in prima fila con attività di formazione e supporto strategico, richiesta di rating ambientali e adesione a standard e iniziative internazionali che si muovono in questa direzione.

Tra solo cinque anni gli stabilimenti Audi saranno carbon neutral, cioè la quantità di CO2 emessa sarà ridotta il più possibile e quella tecnicamente ineliminabile sarà compensata da progetti ambientali in modo che, alla fine, il bilancio complessivo sia – almeno – in pareggio. Questo obiettivo sarà raggiunto con l'utilizzo primario di fonti energetiche rinnovabili, estendendo l'esempio di Bruxelles, dove viene prodotta la e-tron, che già dal 2012 rispetta questi principi.
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