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La Ue approva sanzioni contro la Bielorussia e avverte la Turchia

Ci sono volute sette ore di «discussioni appassionate» per trovare un compromesso, ha ammesso in una conferenza stampa notturna il presidente del Consiglio europeo Charles Michel

dal nostro corrispondente Beda Romano

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Ursula von der Leyen con Angela Merkel (Epa)

Ci sono volute sette ore di «discussioni appassionate» per trovare un compromesso, ha ammesso in una conferenza stampa notturna il presidente del Consiglio europeo Charles Michel


3' di lettura

Dopo un lungo negoziato notturno, i capi di Stato e di governo dei Ventisette, riuniti a Bruxelles per un vertice di due giorni, hanno trovato un accordo sul modo in cui affrontare la politica turca nel Mediterraneo. L'Unione ha minacciato Ankara di sanzioni se dovesse continuare a violare i confini di Cipro e Grecia. Nel frattempo, ha aperto al dialogo strategico con la stessa Turchia. L'intesa ha permesso ai Ventisette di annunciare «misure restrittive» contro il regime bielorusso.

Ci sono volute sette ore di «discussioni appassionate» per trovare un compromesso, ha ammesso in una conferenza stampa notturna il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Nelle conclusioni pubblicate nella notte di giovedì 1° ottobre, i Ventisette si sono accordati per affermare che «in caso di rinnovate azioni unilaterali o provocazioni in violazione del diritto internazionale, l'Unione utilizzerà tutti gli strumenti e le opzioni a sua disposizione».

L’appello di Cipro e Grecia

La dura presa di posizione è stata chiesta da Cipro e in parte anche dalla Grecia, due paesi che si sentono minacciati da Ankara nelle acque del Mediterraneo Orientale. Nel frattempo, i Ventisette hanno promesso di avviare «un dialogo politico positivo» nei confronti di Ankara, con l'obiettivo tra le altre cose di «ridare slancio» all'agenda bilaterale e modernizzare l'accordo che permette al paese di partecipare a una unione doganale con l'Unione europea. Il doppio messaggio nei confronti della Turchia è stato voluto soprattutto da Berlino e Roma, contrarie a sanzioni tout court.

Il compromesso era atteso, ma la difficoltà è stata di trovare il giusto linguaggio. «I capi di Stato e di governo hanno lungamente discusso della strategia da avere nei confronti di Ankara. Il presidente Michel ha messo sul tavolo una prima formulazione morbida. Poi sono iniziate le discussioni incentrate su quanto bisognasse rafforzare i toni», spiega un negoziatore.

Si sblocca la questione bielorussa

L'accordo sul fronte turco ha permesso ai Ventisette di sbloccare la questione bielorussa. Da giorni oramai i Paesi membri erano d'accordo per sanzionare il regime dittatoriale e violento di Aleksander Lukashenko. Cipro, tuttavia, bloccava le misure restrittive in attesa di strappare concessioni dai partner sul versante turco.

Nella notte, una intesa è stata trovata anche su questo aspetto. Le sanzioni prevedono il congelamento delle attività di una «quarantina di persone».Il nome del presidente Lukashenko, per ora, è stato escluso dalla lista. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sostenuto che «se le cose non dovessero migliorare non ci impediremo di inserire il signor Lukashenko tra le persone sanzionate». Il presidente Michel ha detto che con questo accordo «l'Unione europea è credibile» e si sta dimostrando una «potenza geopolitica». Il tentativo europeo è di dare man forte all'opposizione bielorussa.

È un Consiglio europeo principalmente dedicato alla politica estera quello iniziato ieri che terminerà oggi (con una discussione su Brexit). Le crisi nel grande vicinato europeo si sono moltiplicate in questi ultimi mesi: dalle tensioni con la Turchia e la Russia alla guerra civile in Libia fino alle proteste popolari in Bielorussia. I Ventisette hanno difficoltà a trovare una propria posizione, anche se l'incertezza internazionale sta inducendo a maggiore unità, in particolare nei confronti di Pechino.

Il nodo dei rapporti con la Cina

Per anni, il gigante asiatico è stato fonte di tensioni tra i Ventisette. Per alcuni paesi, la Cina era solo un enorme mercato economico che andava coltivato attentamente. Per altri, era anche un regime dittatoriale che andava comunque criticato.

Oggi tutti i governi si rendono conto che il paese è un rivale e un concorrente, oltre che un partner. Nelle conclusioni del summit, il Consiglio europeo in«vita la Cina a mantenere gli impegni nell'affrontare gli ostacoli all'accesso al mercato, a compiere progressi sulla sovraccapacità e ad avviare negoziati sui sussidi industriali presso l'Organizzazione mondiale del Commercio».

Nel contempo, i Ventisette non esitano a esprimere “grave preoccupazione” per la situazione dei diritti umani nel paese.«Vi è da parte dei Ventisette molto consenso per avere un approccio più critico nei confronti della Cina (…) Soprattutto si vuole ottenere da Pechino reciprocità”, analizzava nei giorni scorsi un diplomatico nazionale. Soddisfazione da parte dell'Unione vi è sulla decisione cinese di raggiungere la neutralità climatica prima del 2060, così come annunciato dal presidente Xi Jinping («un passo importante nella giusta direzione»).

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