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La Ue avverte Musk: Twitter rispetti le regole o sarà vietato

Il commissario Breton in una videochiamata con Musk ha esposto tutte le perplessità europee circa il nuovo corso di Twitter

di Biagio Simonetta

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3' di lettura

Neanche un mese da capo di Twitter, che Elon Musk è già ai ferri corti con l'Unione Europea. Da Bruxelles, infatti, minacciano di bloccare il social network dell'uccellino blu se le nuove policy previste dal nuovo management (o più banalmente da Elon Musk), infrangeranno le regole sulla moderazione dei contenuti. Il “free spech” di Mister Tesla, dunque, passerà all'esame dell'Ue, con Thierry Breton, il commissario europeo incaricato dell’attuazione delle regole digitali, che in una videochiamata con lo stesso Musk ha di fatto esposto tutte le perplessità europee circa il nuovo corso di Twitter.

Musk e Breton hanno concordato che la Ue effettuerà uno “stress test” presso la sede di Twitter all’inizio del 2023 per valutare la conformità del social alle norme europee. Ma il rischio, almeno secondo quanto scrive il Financial Times, è che il social possa violare il nuovo Digital Services Act dell’UE, una legge storica che stabilisce lo standard globale per il modo in cui Big Tech deve controllare i contenuti su Internet.

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Breton ha ribadito che in caso di violazione di queste norme, Twitter potrebbe subire un divieto a livello europeo o multe fino al 6% del fatturato globale. E Musk ha ripetutamente affermato di ritenere “sensato” lo stesso Digital Services AcT, aggiungendo di aver letto la legislazione e di aver pensato che dovrebbe essere applicata ovunque nel mondo.

«C’è ancora molto lavoro da fare, perché Twitter dovrà implementare politiche trasparenti per gli utenti, rafforzare in modo significativo la moderazione dei contenuti e proteggere la libertà di parola, affrontare con decisione la disinformazione e limitare la pubblicità mirata», ha detto Breton a Musk, secondo il resoconto della conversazione.

Tra le richieste della Ue c’è che Musk fornisca criteri chiari su quali utenti rischiano di essere bannati. Giova ricordare che nelle scorse settimane Musk ha ripristinato l’account di Donald Trump, dopo aver condotto una specie di sondaggio tra gli utenti sull’opportunità di consentire all’ex presidente degli Stati Uniti di tornare sul sito. Anche altri account controversi, tra cui quello Kanye West (a suo tempo bannato commenti antisemiti), e quello di Andrew Tate (bloccato per contenuti misogini), sono stati invitati di nuovo su Twitter. Gli stessi personaggi rimangono banditi dalle piattaforme rivali Facebook e Instagram.

Alti funzionari dell’Ue hanno espresso preoccupazione sul fatto che Twitter abbia abbastanza personale per conformarsi alle nuove regole dopo che Musk ha licenziato più della metà dei suoi 7.500 dipendenti. E Breton ha invitato Musk ad applicare regole rigide anche quando si tratta di pubblicità, incluso il divieto di prendere di mira bambini o utenti sulla base di informazioni sensibili, comprese le convinzioni religiose e politiche. Queste misure sono in linea con le nuove regole digitali della Ue che saranno applicate dall’inizio del prossimo anno. L’Ue vuole insomma che Twitter si impegni a sottoporsi a un audit entro l’estate del prossimo anno, quando la società dovrà consegnare informazioni, come il numero di utenti attivi e account vietati.

Va ricordato come subito dopo aver completato l’acquisizione da 44 miliardi di dollari, Musk ha dichiarato che avrebbe nominato un “consiglio di moderazione indipendente” che sarebbe stato consultato prima del ripristino di qualsiasi account vietato. Promessa disattesa. Twitter ha anche recentemente eliminato le sue politiche sulla disinformazione di Covid e non sta più prendendo provvedimenti contro i contenuti che in precedenza violavano le regole. La partita, insomma, è apertissima.


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