ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùVon der Leyen a Delhi

La Ue cerca la sponda indiana, partnership su commercio e tecnologie

Annunciata la nascita di un organismo di cooperazione bilaterale, si punta a rilanciare l’idea di un accordo di libero scambio

di Beda Romano

La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen con il premier indiano Narendra Modi

2' di lettura

BRUXELLES – Sulla scia della guerra in Ucraina, l’India è diventata un tassello cruciale dei nuovi equilibri mondiali. Dopo le visite recenti di rappresentanti della Cina, della Russia, degli Stati Uniti e del Regno Unito, a New Delhi è giunta questa settimana anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’Unione europea e il governo indiano hanno annunciato la nascita di un organismo di cooperazione bilaterale incentrato sul commercio e le tecnologie.

«La nostra relazione è più importante che mai», ha detto lunedì 25 aprile la signora von der Leyen incontrando il primo ministro nazionalista Narendra Modi. «Abbiamo molto in comune, ma lo scenario politico è complesso». L’ex ministra tedesca ha sottolineato tre campi nei quali è importante rafforzare la collaborazione bilaterale: la sicurezza, la transizione climatica e il commercio. «Entrambe le parti sono consapevoli che i rapidi cambiamenti geopolitici richiedono impegni comuni».

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In questo contesto, Bruxelles e New Delhi hanno deciso di creare un Trade and Technology Council, sulla falsariga di quello esistente tra Stati Uniti ed Unione Europea. L’organismo bilaterale deve servire a rendere operative decisioni politiche e a rafforzare la cooperazione tecnica.

In un discorso durante la sua visita, la presidente della Commissione ha tessuto le lodi del rapporto bilaterale, insistendo sul fatto che India e Unione europea sono «le due più importanti democrazie del mondo».

L’India è ormai corteggiata da più parti pur di evitare che cada nelle braccia della Russia o della Cina. New Delhi ha assunto posizioni ambigue nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina. Da un lato ha chiesto una cessazione delle ostilità; dall’altro ha preferito non sanzionare la Russia, a differenza di molti Paesi occidentali, e anzi il Paese asiatico è diventato un importante acquirente di materie prime e di armi russe. Qualche giorno fa il premier Boris Johnson ha firmato con l’India un accordo nella difesa.

Alla fine dell’anno scorso, l’esecutivo comunitario ha preparato un rapporto tutto dedicato all’indo-pacifico in modo da dare all’Unione europea una strategia con la quale gestire il rapporto con la regione. Evocando il partenariato tra Pechino e Mosca, la stessa presidente della Commissione europea ha avvertito la sua controparte indiana che la guerra in Ucraina «avrà un impatto profondo su tutta la regione dell’indo-pacifico».

Dopo un incontro con la signora von der Leyen, il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha spiegato che le due personalità avevano «scambiato opinioni sulle implicazioni economiche e politiche del conflitto in Ucraina».

Funzionari europei hanno spiegato qui a Bruxelles che l’obiettivo della visita di due giorni della presidente della Commissione è anche di rilanciare l’idea di un accordo di libero scambio, bloccato per divergenze sui brevetti e sui dazi doganali dal 2013.Nel 2020, le due parti hanno registrato un interscambio di oltre 95 miliardi di euro in beni e servizi. «L’Unione europea è il terzo partner commerciale dell’India, ma possiamo fare molto di più», ha spiegato lunedì 25 aprile la signora von der Leyden. «Il nostro interscambio è lontano dall’aver raggiunto il suo potenziale». Vi sono in India 6.000 imprese europee che danno lavoro direttamente a 1,7 milioni di persone e indirettamente a 5 milioni.


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