Cibo del futuro

Il “primo” insetto può finire nel piatto: via libera Ue alla vendita

Si tratta della larva gialla della farina: potrà essere consumata come snack e la sua presenza dovrà essere indicata in etichetta perché può generare allergie in chi non tollera crostacei e acari

di Micaela Cappellini

(Viktorija - stock.adobe.com)

3' di lettura

La Ue dato l’ok alla commercializzazione del primo insetto come alimento. Si tratta della larva gialla della farina (nome scientifico Tenebrio molitor), che da oggi potrà finire sulle tavole degli europei sotto forma di snack, oppure di farina. L'Europa aveva già detto sì agli insetti nel piatto nel 2018, ma per la messa in commercio vera e propria servivano ancora due passaggi. Il primo era ottenere il parere positivo dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, la quale ha cominciato a valutare le prime domande presentate dalle aziende produttrici a metà gennaio. E il secondo step è appunto l’approvazione finale da parte della Commissione Ue, che per le larve gialle è arrivata il 4 di maggio.

Il “nuovo alimento” (secondo la definizione Ue) potrà essere immesso in commercio come insetto essiccato intero, come uno snack, o come farina, ingrediente per numerosi prodotti alimentari. L'autorizzazione della Commissione stabilisce anche requisiti di etichettatura specifici per quanto riguarda l'allergenicità, visto che l'Efsa ha indicato che il consumo dell'insetto può portare a reazioni ai soggetti con allergie preesistenti a crostacei e acari della polvere. La decisione formale della Commissione europea fa parte della strategia Farm to Fork, il . Il piano d'azione Ue 2020-30 per i sistemi alimentari sostenibili, che identifica gli insetti come una fonte di proteine a basso impatto ambientale che possono sostenere la transizione 'verde' della produzione alimentare europea. Anche la Fao qualifica gli insetti come una fonte di cibo sana e altamente nutriente, ricca di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali.

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Al momento, sono undici le domande per insetti come nuove alimenti all'esame dell'Efsa. La novità, sostiene però un’indagine della Coldiretti, non sembra piacere al 54% degli italiani, che si dicono contrari agli insetti a tavola, mentre sono indifferenti il 24% e favorevoli solo il 16%. Secondo la Cia-Agricoltori italiani, la decisione europea apre «un'opportunità imprenditoriale, ma soprattutto per l'utilizzo mangimistico delle farine di insetti». E proprio il segmento più redditizio degli insetti è ancora quello dell'alimentazione animale: in Europa la farina di insetti è quotata 5mila euro la tonnellata e il suo prezzo è in continua crescita.

Nei piatti degli americani, invece, gli insetti ci sono da anni e hanno testimonial celebri: uno degli chef americani più stellati, José Andrés, serve “chapulines”, cavallette saltate, nel suo ristorante messicano Oyamel al centro della capitale. L’unica limitazione imposta dalla Food and Drug Administration è che grilli, formiche, cicale e scorpioni, per essere immessi sul mercato, siano allevati specificamente in vista del consumo umano. Prodotti contenenti insetti devono ovviamente seguire gli standard richiesti dalla Fda per tutti gli altri alimenti, compresi i test batteriologici e i certificati che attestano buone pratiche di produzione. L'etichetta sul prodotto deve inoltre includere il nome comune e quello scientifico e il potenziale rischio di reazioni allergiche.

l mercato mondiale degli insetti sembra promettente. Secondo le stime del Global Market Insights, raggiungerà i 710 milioni di dollari nel 2024. In Europa oggi si producono più di 6mila tonnellate di proteine di insetti ma entro il 2030 raggiungeremo quota 3 milioni di tonnellate all'anno. La Francia è il Paese europeo che ha investito di più in questo cibo del futuro, capitalizzando un miliardo per costruire fabbriche degli insetti grandi come stabilimenti automobilistici.

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