Geopolitica

La Ue lancia Global Gateway per contrastare la Via della Seta cinese

Bruxelles punta a mobilitare investimenti per 300 miliardi di euro tra il 2021 e il 2027, rispettando elevati standard sociali e ambientali

dal nostro corrispondente Beda Romano

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3' di lettura

BRUXELLES – Nel tentativo di darsi un nuovo strumento di politica estera, la Commissione europea, che si vuole geopolitica, ha presentato mercoledì 1° dicembre una iniziativa tutta dedicata a investimenti infrastrutturali a livello mondiale. L'obiettivo è di migliorare i legami commerciali e contrastare la crescente presenza internazionale della Cina o della Russia. L’esecutivo comunitario spera di mobilitare investimenti pubblici e privati per 300 miliardi di euro tra il 2021 e il 2027.

«Sosterremo investimenti intelligenti in infrastrutture di qualità, rispettando i più alti standard sociali e ambientali, in linea con i valori democratici dell’Unione europea e con le norme internazionali – ha spiegato in una conferenza stampa qui a Bruxelles la presidente della Commissione Ursula von der Leyen –. La strategia Global Gateway deve intendersi un modello per come l’Europa potrà finanziare infrastrutture di collegamento in tutto il mondo».

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Cinque settori prioritari

Cinque i settori che verranno premiati dagli investimenti comunitari: il digitale, l'ambiente e l'energia, i trasporti, la salute, la ricerca e l'istruzione. I progetti verranno individuati e negoziati con le autorità locali dalle delegazioni europee presenti nei paesi terzi. A differenza di altri schemi del passato, il Global Gateway ha uno sguardo mondiale e non più solo regionale, come per esempio ebbero le iniziative infrastrutturali dedicate ai Balcani.

«Il Global Gateway prevede un aumento degli investimenti che promuovono i valori democratici e gli standard elevati, il buon governo e la trasparenza, i partenariati equi, le infrastrutture verdi e pulite, sicure e che mobilitano gli investimenti del settore privato», assicura Bruxelles. Al finanziamento parteciperanno tutte le principali istituzioni comunitarie, tra cui la Banca europea degli investimenti (Bei) e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers).

«Non lasceremo una scia di debiti»

La nuova iniziativa giunge dopo che nel 2013 la Cina lanciò un progetto chiamato Belt & Road Initiative, con l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra il paese asiatico e il resto del mondo. Secondo i dati del governo cinese, Pechino ha investito finora 140 miliardi di euro. La Commissione europea smentisce qualsiasi tentativo esplicito di contrastare le politiche cinesi, anche se la presidente ha sottolineato come l'Europa non intenda «lasciare una scia di debiti nei paesi terzi».

Da più parti, Pechino è accusata di oberare i paesi partner con nuovi debiti (il caso del Montenegro ha fatto scalpore in questi ultimi mesi). Nel contempo, la commissaria allo Sviluppo Jutta Urpilainen ha fatto notare che tra il 2013 e il 2018 gli aiuti allo sviluppo distribuiti dall'Unione europea hanno avuto un ammontare simile alla Belt & Road Initiative. «L'unica differenza è che il denaro comunitario è versato sotto forma di sovvenzioni, quello cinese sotto forma di prestiti».

«Una alternativa attraente alla Belt & Road cinese»

Per ora la Commissione europea non ha dato dettagli sui progetti che intende sostenere. Ha spiegato solo che in Africa intende finanziare in particolare la salute e le fonti di energia rinnovabile, nei Balcani e nel Mediterraneo punterà sui trasporti. Dei 300 miliardi, 135 giungeranno dal Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, e altri 145 dalle istituzioni finanziarie europee, tendenzialmente sotto forma di garanzie da usare per moltiplicare il finanziamento.

La nuova iniziativa comunitaria «ha il potenziale di trasformare l’Unione europea in un attore geopolitico più efficace. Per molti paesi partner, l’offerta di una cooperazione paritaria, basata su regole e valori, sarà un’alternativa attraente all’iniziativa cinese Belt & Road», ha commentato il rappresentante diplomatico tedesco presso l'Unione europea Michael Clauss, in un raro commento pubblico. Diplomatici qui a Bruxelles sono fiduciosi dell'appoggio dei Ventisette al progetto comunitario.

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