EDILIZIA

La Ue lancia la strategia per raddoppiare i tassi di ristrutturazione in 10 anni

L’obiettivo della Commissione è ridurre le emissioni inquinanti. Entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160mila nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile

di Davide Madeddu

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(IMAGOECONOMICA)

L’obiettivo della Commissione è ridurre le emissioni inquinanti. Entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160mila nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile


3' di lettura

Si punta sulle ristrutturazioni per edifici più efficienti e con basse emissioni. E poiché ogni anno solo l’1% viene sottoposto a lavori di efficientamento energetico la Commissione europea punta a raddoppiare i tassi di ristrutturazione nei prossimi dieci anni. Con il risultato che entro il 2030 potrebbero essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160mila nuovi posti di lavoro verdi nel settore edile. L’obiettivo è avere un numero maggiore di case, che in periodo di Covid 19 e boom di telelavoro, si sono trasformate anche in uffici, riscaldate e raffrescate ma con un basso consumo energetico.

È questo l’obiettivo che si prefigge la “strategia Ondata di ristrutturazioni”, pubblicata dalla Commissione europea con cui si punta proprio a migliorare le prestazioni degli edifici. Perché per raggiungere l’orizzonte del 2030, in cui si prevede un abbattimento delle emissioni del 55%, (come proposto dalla Commissione nel settembre 2020), l’Ue deve ridurre le emissioni di gas serra degli immobili del 60%, il loro consumo energetico del 14% e il consumo energetico per riscaldamento e raffrescamento del 18 per cento.

Il documento

Secondo il documento della Commissione europea «è indispensabile mettere in campo interventi efficaci per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050». Dalla Commissione anche una raccomandazione agli Stati membri sulla lotta alla povertà energetica anche perché «quasi 34 milioni di europei non possono permettersi di riscaldare adeguatamente le loro abitazioni e politiche pubbliche che promuovono l’efficienza energetica mediante la ristrutturazione sono anche una risposta alla povertà energetica, un sostegno alla salute e al benessere delle persone vulnerabili e un aiuto a ridurre le bollette dell’energia». «Vogliamo che in Europa tutti possano illuminare la propria casa, riscaldarla o raffrescarla senza rovinarsi né rovinare il pianeta – ha detto Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo – . L’ondata di ristrutturazioni migliorerà i luoghi in cui lavoriamo, viviamo e studiamo, riducendo nel contempo il nostro impatto sull'ambiente e creando posti di lavoro per migliaia di europei. Se vogliamo ricostruire meglio servono costruzioni migliori».

L’85% degli edifici in Ue ha più di 20 anni

Le politiche e i finanziamenti europei hanno già prodotto effetti positivi sull’efficienza energetica dei nuovi edifici, che oggi consumano solo la metà dell’energia di quelli costruiti più di 20 anni fa. Che sia necessaria un’ondata di ristrutturazioni lo rimarca il dato secondo cui l’85% degli edifici della Ue ha però più di 20 anni e l’85-95% sarà “verosimilmente” ancora in uso nel 2050. A sostenere che la «ripresa verde comincia da casa» la Commissaria per l’Energia Kadri Simson che ha rimarcato che «con questa iniziativa affronteremo i numerosi ostacoli che oggi rendono la ristrutturazione complessa, costosa e lenta, frenando molti interventi necessari». E poi l’annuncio che saranno proposti «modi migliori per misurare i benefici della ristrutturazione, standard minimi di prestazione energetica, finanziamenti Ue più consistenti e maggiore assistenza tecnica, incoraggeremo i mutui verdi e sosterremo l’aumento della quota di rinnovabili nel riscaldamento e nel raffrescamento».

Tre settori

La strategia darà priorità a tre settori: decarbonizzazione del riscaldamento e del raffrescamento; lotta alla povertà e all’inefficienza energetiche; ristrutturazione di edifici pubblici quali scuole, ospedali e uffici. Da qui all’estate 2021 la Commissione condurrà un ampio processo partecipativo che sfocerà nella creazione, nel 2022, della rete delle prime cinque Bauhaus in diversi paesi della Ue; sviluppare soluzioni di prossimità in modo che le comunità locali integrino rinnovabili e digitale e si creino così distretti a energia zero in cui i consumatori diventano “prosumatori” che vendono energia alla rete. La strategia include anche un’iniziativa volta a promuovere alloggi a prezzi accessibili per 100 distretti.

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