Barriere al commercio

La Ue porta gli Stati Uniti davanti alla Wto per i dazi sulle olive spagnole

di Micaela Cappellini

(Marka)

2' di lettura


Sulle olive spagnole la Commissione Ue ha deciso di muovere formalmente contro l’amministrazione di Washington: domani porterà gli Usa davanti alla Wto per protestare controi dazi imposti nei mesi scorsi alle
olive spagnole. «Misure ingiustificate», le ha definite la commissaria Ue al Commercio, Cecilia Malmstroem.

Secondo la versione di Washington, i fondi Pac di cui usufruiscono alcune varietà di olive spagnole sarebbero paragonabili a dei sussidi mascherati, quindi illegali. «I produttori spagnoli - ribatte invece Paolo De Castro, primo
vicepresidente della Commissione Agricoltura all'Europarlamento - sono riusciti a conquistare il mercato Usa grazie a una efficace politica di riduzione dei costi, e non grazie agli aiuti diretti agricoli come denuncia Washington. La Pac ha eliminato da tempo gli aiuti distorsivi al commercio: gli Stati Uniti stanno usando il pretesto delle olive da tavola spagnole per attaccare gli aiuti della Politica agricola comunitaria. E le olive da tavola spagnole rischiano di essere le prime di una serie di eccellenze agroalimentari vittime della scellerata guerra commerciale avviata dall'amministrazione statunitense. Oggi sono le olive spagnole, domani potrebbero essere i vini o i formaggi italiani».

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Anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, giudica quella della Ue «una decisione scontata e assolutamente fondata». I sostegni chiamati in causa dagli Stati Uniti, sollecitati dai produttori californiani di olive, «sono gli aiuti disaccoppiati, cioè non legati alle singole produzioni, e sono assolutamente legittimi sulla base delle regole del Wto. Se questa regola fosse rimessa in discussione, tutte le esportazioni verso gli Usa di prodotti che beneficiano dei trasferimenti della PAC potrebbero essere sottoposti a dazi aggiuntivi. E questo è un rischio grave per il sistema agroalimentare italiano».

Gli Stati Uniti, ricorda la Coldiretti, sono il principale mercato di
riferimento per il Made in Italy fuori dall'Unione europea: il terzo, per l’esattezza, tra i principali italian food buyer
dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna. «L'attacco Usa alle olive spagnole con l'aumento delle tariffe - si legge in una nota dell’organizzazione dei coltivatori diretti - mette sotto accusa il sistema di aiuti
europei all'agricoltura e con esso, di fatto, una larga parte
delle esportazioni agroalimentari Ue comprese
quelle Made in Italy, che hanno raggiunto il record di 4,2
miliardi di euro nel 2018 in Usa, il massimo di sempre grazie ad
un aumento del 4%».

Secondo la procedura Wto, che verrà aperta ufficialmente
domani, Usa e Ue avranno 30 giorni per le consultazioni e 60 per
raggiungere un accordo. Se questo dovesse mancare, l'Ue potrà
chiedere la formazione di un comitato per la risoluzione della
controversia.

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